PERPIGNANO, DIOCESI di. — Città e diocesi, sede di prefettura del dipartimento dei Pirenei orientali, situata nella pianura del Roussillon, sulla riva destra del fiume Tét. I confini della diocesi sono gli stessi del dipartimento dei Pirenei orientali, cioè ca. 4143 kmq. con una popolazione di 228.776 ab. dei quali 200.000 cattolici. È divisa in 4 arcipreteure e 22 decanati. Conta 223 parrocchie servite da 176 sacerdoti diocesani e 25 regolari; ha grande e piccolo seminario, 5 comunità religiose maschili e 19 femminili (Ann. Pont., 1952, p. 315).
Dove la Via Domiziana incontrava la Tét era stato una volta un piccolo centro gallo; i Romani vi crescerono una piccola città detta Ruscino, poi Roussellio (oggi Castel Roussillon) che venne rovinata durante le grandi invasioni. La prima menzione della «Villa Perpiniani» o «Papiniani» non appare prima del sec. X, quando vi si installarono i conti di Roussillon, l’ultimo dei quali, nel 1172, lasciò la sua contea al re d’Aragona, donde passò al reame di Maiorca nel 1278; essa fu ripresa da Pietro IV d’Aragona e dotata di una Università nel 1340 (soppressa nel 1793) e di un consolato del mare nel 1388. Fu conquistata da Luigi XI nel 1475, ma Carlo VIII la restituì all’Aragona nel 1498. Nel 1507 fu ripresa da Luigi XII, ciò che venne riconosciuto nel Trattato dei Pirenei.
Nel 1602 il papa Clemente VIII trasferì a P. Elne (v.) che ritenne però la denominazione primitiva e rimase suffragana di Tarragona fino al 1678 in cui divenne suffragana di Narbona. Con la bolla Qui Christi Domine, del 3 dic. 1801, il papa Pio VII estinse l’antica diocesi di Elne; ma poi con la bolla Commissa di-vinitus del 6 ag. 1817 la ristabilì, fissandone la sede a P. e conservando l’antico titolo della diocesi per designare in latino la nuova. I vescovi, dal 1817 in poi, hanno risieduto sia ad Elne che a P. Patroni della diocesi sono s. Giovanni Battista, s. Eulalia e s. Giulia.
La cattedrale di S. Giovanni Battista offre uno dei migliori esempi del gotico meridionale ad unica ampia navata del sec. XIV-XV. La facciata è composta di strati di pietre e mattoni tagliati con grandi archi di scarico; è preceduta da un portico del sec. XVII con una torre sormontata da un campanile in ferro battuto del 1742. A destra della facciata resta un avanzo dell’antico attico con un epitaffio del 1316. L’edificio fu iniziato il 27 apr. 1324 da Sancio re di Maiorca e da Berengario vescovo di Elne, come si legge nelle due iscrizioni all’interno. L’edificio fu continuato nel 1475 da Luigi XI, compiuto nel 1507 e consacrato nel 1509. In comunicazione con la Cattedrale è il santuario più antico (sec. XI) e più venerato di P. detta la «chapelle de Notre-Dame» del Correch, che non è altro se non l’abside della primitiva chiesa di P., St-Jean-le-Vieux, consacrata nel 1025; la statua della Vergine venerata è d’età romanica, ma restaurata. Presso la Cattedrale è la «chapelle du Christ», eretta tra il 1535 e il 1543, ma ricostruita di recente. La chiesa di S. Giacomo è in parte ancora gotica (sec. XIV) e in parte classica (sec. XVIII); quella di S. Matteo (a. 1640) costituisce un esempio di stile gotico meridionale ancora superstite nel sec. XVIII. Il Museo occupa l’edificio dell’antica Univer-sità; contiene avanzi architettonici dell’antica Ruscino e una collezione di sculture e pitture, nonché la Biblioteca, ricca di oltre 35.000 volumi, incunaboli e manoscritti, tra cui un evangelario del sec. XII, proveniente dall’abbazia di Arles-sur-Tech (v. ELNE).