PFIACEE (ebr. *Pégaï*). - Re d'Israele (736-732 a. C.), 18° dopo la divisione del Regno, chiamato con insistenza «figlio di Romelia» (II Reg. 15, 27; 30; 18. 7, 4. 5. 9; 8, 6), personaggio sconosciuto e forse spregevole. Comandante degli armati del regno, il 18. 7, 4. 5. 9; 8, 6, con la sua figura di Piaceia (v.), ordi contro di lui una congiura e lo soppresse, usurpandone il trono (II Reg. 15, 27-31), che tenne per 3 o 4 anni (non certo 20 anni come per errore di copista si legge nel testo biblico).
La congiura fu originata, come sembra, dal mancato popolare per il gravoso tributo che Israele era costretto a sborsare, Manahem (v.), Theglathphalasar III (v.). Ciò spiega l'indirizzo ostile, che il nuovo Re assunse nei confronti della potenza assira. A questo scopo promosse con Rasin II re di Damasco, già tributarì di Theglathphalasar, una lega anti-assira, alla quale cercò di attrarre anche il re di Giuda, IOATHAM (v.). Ma essendosi questi rifiutato, P. e Rasin si trovò, molto probabilmente, lungo il fiume Iabok. Il suo nome è spiegato dal patriarca stesso: «Ho visto Dio faccia a faccia e la mia vita è salva». In un'epoca successiva è ricordata l'esistenza in quella regione di una città fortificata. Perché i suoi
A quest'episodio si ricollega l'intervento del profeta Isaia a favore della minacciata casa di Giuda, ALZON, EMMANUEL D' (v.) e la predizione della prossima rovina del Regno di Samaria (Is. 7, 1-16). ACAZ (v.) si rivolse per aiuto al monarca assiro, che mosse subito per punire P. e Rasin e ricondurli, con gli altri loro alleati, alla definitiva sudditanza. All'avvicinarsi di Theglathphalasar (ca. 732), P. e Rasin tolsero l'assedio da Gerusalemme ed accorsero a difendere i loro paesi. Caduta Damasco, il cardine della lega, l'esercito assiro irruppe nel Regno d'Israele, che non oppose seria resistenza. L'intera Galilea e Transgiordania andarono perdute, e la tribù di Nephtali e quelle transgiordaniche furono deportate in Assiria (I Par. 5, 26); ad Israele non rimase che il territorio montagnoso attorno a Samaria.
Il re P. non sopravvisse a lungo al disastro: scoppiata una rivolta interna, Osea (v.) che ne prese la corona (II Reg. 15, 30). Alla congiura non dovette essere estraneo il Re assiro, che così nei suoi annali riferisce il fatto, esagerando senza dubbio, ma in accordo con il racconto biblico: «Il casato di Omri (così è chiamato nei documenti assiri il Regno d'Israele anche dopo la scomparsa della dinastia di Omri: V. AMORI), tutta la sua gente assieme con i suoi possedimenti, deportati in Assiria. Allorché essi abbatterono Paqaha (Phacee) loro re, io posi Ausi (Osea) al governo di loro» (cf. H. Grossmann, *Altorient. Texte*, Berlino 1926, pp. 346-48).
BIML.: H. Lesêtre, s. V. in DB, coll. 178-80; O. Hellmann, *De chronol. libri Regum*, Roma 1914, pp. 289-91 e 568-82; A. Pohl, *Historia populi Israël*, Roma 1933, pp. 102 sq. e 120 sq. 14° sq.; G. Ricciotti, *Storia d'Israele*, I, Torino 1934, pp. 419-22.