PIERIN DEL VAGA, PIETRO BUONACCORSI, DETTO

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PIERIN DEL VAGA, PIETRO BUONACCORSI, detto. - Pittore n. a Firenze nel 1501, m. a Roma il 19 ott. 1547. Appartiene alla schiera romana dei seguaci di Raffaello. Scolaro, a Firenze, di un Andrea dei ceri, poi di Ridolfo del Ghirlandaio, divenne quindi aiuto di un pittore locale, detto "il Vaga" (onde il soprannome), che lo condusse a Roma.

Quivi collaborò agli affreschi delle Logge Vaticane (il Vasari gli assegna parecchi episodi, quali: Gli Ebrei che passano il Giordano; La distruzione di Gerico; Giosuè che ferma il sole, ecc.). Compi, con squisito senso decorativo, i medaglioni della Sala dei Pontefici nell'Appartamento Borgia, i fregi delle cornici e il tondo centrale (Vasari). Lavorò poi anche in case private, come nel Palazzo Baldassini (Via delle Coppelle) e nella Palazzina Altoviti (frammenti di affreschi ora nel Museo di Palazzo Venezia). Si conservano di P. del V. una Pietà in S. Stefano del Cacco, gli affreschi, lasciati incompiuti, nella Cappella Pucci in Trinità dei Monti, gli affreschi nella Cappella del Crocifisso in S. Marcello al Corso (1525). Fatto prigioniero durante il Sacco di Roma, P. d. V. si recò a Genova, ove fra l'altro lavorò in Palazzo Doria, affrescando varie sale, con uno stile manieristico impetuoso ed abile insieme (Giove fulmina i Giganti; Trionfo di Scipione, ecc.), stile che fu poi esemplare per i pittori genovesi. Nel 1539 ritorna a Roma e dipinge nella Cappella Massimi in Trinità dei Monti insieme a Daniele da Volterra, a Castel S. Angelo (Sala del Perseo) ecc. Altri dipinti da ricordare sono: Il Transito della Vergine nella Chiesa di S. Maria Assunta in Trevigano, molto aderente al gusto del Penni e di Giulio Romano; alcuni monocromi nello zoccolo della Stanza della Segnatura; la Galatea, di un raffaellismo prezioso; la Nativity (del periodo genovese, datata 1534, ora in America); la bellissima Madonna della collezione Northbrook; e le altre a Pisa (Cattedrale), a Madrid (Prado), a Vienna (Galleria Liechtenstein) ecc.

Bibl.: G. Vasari, Le vite de più eccellenti pittori, ed. Milanesi, V. Firenze 1886, p. 587 sgg.; V. inoltre R. Borghini, Il Riposo, Firenze 1884, p. 461; G. B. Armenino, De veri precetti della pittura, Ravenna 1587; G. Vasari, Vita di P. del V., con una introduzione di M. Labò, Firenze 1912; H. Voss, Die Malerei der Spatrenaisance in Rom und Florenz, Berlino 1920; Venturi, IX, II, p. 404 sgg.; M. Labò, s. V. in Thieme-Becker, XXXIV, p. 34 sgg. Luigi Grassi.