PIERIO. - Presbitero in Alessandria, m. ca. il 300. Capo della scuola catechetica. Il suo posto nella successione dei maestri non è chiaro. Certo è che era maestro di Panfilo e perciò aderente di Origene, un "Origenes iunior" (v. Girolamo, De vir. illustr., 76). Si studiavano le sue opere insieme con quelle di Origene e Didimo (v. PALLIO, Historia lausica, ed. C. Butler, I, Cambridge 1898, p. 34, 7. cf. p. 149, 14). Eusebio (Hist. eccl., 7, 32, 26) descrive P. come asceta, filologo, esegeta e predicatore.
Secondo Girolamo (De vir. ill., 76), P. sarebbe vissuto dopo la persecuzione a Roma. Filippo di Sile l'identifica con

Pietin del Vaga, Pietro Buonaccorsi, detto - Particolare della decorazione a stucchi della vòtta della Sala Regia - Palazzo Apostolico Vaticano.
il martire P. che aveva una chiesa ad Alessandria, chiesa che conosce anche Epifanio (Haer., 69, 2, 4; ed. K. Holl [CB, 25], Lipsia 1915, p. 153). Fozio, Bibl., cod. 119, conosceva di P. un'opera in 12 trattati. Probabilmente un volume miscellane, contenente esegesi, prediche e una orazione commemorativa sul martire Panfilo. Girolamo conosce Pierii exemplaria del Nuovo Testamento, o una recensione del testo sacro, o note marginali. Secondo Fozio avrebbe insegnato la preesistenza delle anime.