PIETRO CRISOLOGO, SANTO

PIETRO CRISOLOGO, santo. - Vescovo di Ravenna dal 425 al 451 ca. Dottore della Chiesa.

I. VITA

Agnello (Liber Pontif. Ecclesiae Ravenna), col. 49, ed. Holder-Egger [MGH, Script. rer. Langobard., pp. 265-391], pp. 310-15; ed. A. Testi Rasponi [RIS, II, 1], pp. 70-76, 138-54), nell'830 ca., ne tesse la biografia, celebrandolo come scrittore e oratore, ne ricorda l'operosità edilizia a Ravenna e a Classe, i prodigi che ne determinarono, pur non ravennate, l'elezione a vescovo di Ravenna e la se

politura ad Imola, ricorrendo, come solito, a prodigi e confondendolo con un Pietro, coevo di Teodorico.

Fonti più sicure informano che P. C. ebbe gli Ordini sacri da un vescovo Cornelio, che non appare tra i vescovi di Ravenna (Serm., 165). Il Serm., 165 sembra escludere che sia nato ad Imola. Fu eletto vescovo di Ravenna dopo il 425, sotto Valentiniano II e Galla Placidia (Serm., 130). Il Serm., 136, ad Adolfo di Aquileia (426-440), è anteriore al 431, come lo è il 175, nel quale si celebra l'elevazione di Ravenna a metropoli ecclesiastica della Emilia romana. Fu amico di S. Germano d'Auxerre (m. nel 448, a Ravenna), e dei papi Sisto III (m. nel 440) e Leone Magno (m. nel 461). A lui, come arcivescovo di Ravenna, ricorsero nel 431 Teodorico di Ciro (PG 93, 1309) ed Eutichie nel 449, in occasione delle grandi controversie cristologiche; P. C. invitò Eutichie ad attenersi alle decisioni del Papa (PL 52, 24). Morì probabilmente il 31 luglio tra il 451 (il Serm., 97 è posteriore al Concilio di Calcedonia) ed il 458, quando era già vescovo Neone. Agnello lo ricorda la prima volta come santo con il titolo di Crisologo; Benedetto XIII nel 1729 lo dichiarò dottore della Chiesa. Festa il 4 die.

II. OPERE

Già codici dei secc. VI-VII contengono opere di P. C., senza però il nome dell'autore. Nel sec. VIII l'arcivescovo Felice (708-24) ne compilò una raccolta, certo né completa né sicura, comprendente la lettera ad Eutichie e 176 sermoni, più alcune parole d'introduzione di chiusa; di essa il codice più antico è il Vat. Lat. 4952, del sec. IX, di origine ravennate (A. Mercati, Codici latini Pico Grimani Pio [Studi e testi, 75], Roma 1938, p. 132 segg. [PL 52 sull'ed. veneziana del 1750]). Manca un'edizione critica. Per altre opere di P. C., cf. H. Jannel, Commentationes philologicae in Zenonem Veronensem, Gaulentium Brixiensem, Petrum Chrysologum Ravennam, Rabisbona 1905-1906; F. Lanzoni, op. cit. in bibl.; J. H. Baxter, The homilies of st. Peter Chrysologus, in Jour. of theol. stud., 22 (1921), pp. 250-58; M. M. Wilkins, Word-order in selected sermons of the fifth and sixth Centuries, Washington 1940, p. 156 seg. Un'appendice di 7 sermoni fu aggiunta alla ed. del 1750 con poca fortuna; altri 9 ne pubblicò il Liverani (Spicilegium Liberianum, Firenze 1863, pp. 185-202), 9 pure ne riconobbe il De Bruyne nel 1928 (Nouveaux sermons de st Pierre Chrysologue, in Journ. of theol. stud., 29 [1927-28], pp. 362-68) e 3 l'Olivar nel 1949 (Deux sermons restitués à st Pierre Chrysologue, in Rev. bénéd., 59 [1949], pp. 117-20; S. Pedro Crisologo y la solemnidad in medio Pentecostes, in Ephem. Liturg., 63 [1949], pp. 398-99). Frasi di sapore cristologhiano ritrovò il Cabrol nelle orazioni del «Roloto Ravennate» (Autour de la liturgie de Ravenne. St Pierre Chrysologue et le Rotulus, in Rev. bénéd., 23 [1906], 489-500) e dal Lanzoni nella Benedicito fontis Romana (La Benedicito fontis e i sermoni s. P. C., in Rass. gregor., 7 [1908], pp. 425-29). I sermonati raccolti nella Collezione feliciana sono disposti non in ordine cronologico, ma, per lo più, secondo l'argomento. Gruppi principali: serm. I-14 e 37-43 sulla Quaresima; 15-21 su Mt. 8; 22-27 su Lc. 13; 32-36 sui miracoli di Cristo; 44-46 sui Salmi; 47-49 su Mt. 13; 56-62 sul Simbolo; 63-66 su Lazzaro; 67-72 sul Pater; 73-84 sulla Pasqua; 86-92 su S. Giovanni Battista; 93-96 sulla Maddalena; 96-99, 121-26 e 161-72 su parabole; 108-20 su Lettere di S. Paolo; 127-38 su feste di santi; 140-60 su Avvento e tempo natalizio.

Dai Sermoni si ricavano elementi preziosi su tutta la vita cristiana della metà del sec. V a Ravenna, ed in particolare sull'anno liturgico e l'ordine in cui vi erano lette le pericopi evangeliche (G. Lucchesi, Nuove note agiografiche ravennati, Faenza 1943, pp. 109-11), la preparazione battesimale dei Catecumeni, la Traditio e Redditio Symbolli, lo svolgimento generale dell'adunanza liturgica e l'anafora eucaristica. L'esegesi delle pericopi scritturali è per lo più di ordine morale: i pochi sermoni dottorali trattano per lo più dell'Incarnazione. Non di rado lo stile alquanto enfatico ne rende oscura l'interpretazione.

BIBL.: oltre le opere già citate: Fl. V. Stablewski, Der heil. Kirchenvater Petrus von Ravenna Chrysologus nach den neuesten Quellen dargestellt, Posen 1871; J. Looshorn, Der heil. Petrus

Chrysologus und seine Schriften, in Zeitschr. für Kath. Theol., 3 (1879), pp. 238-65; C. Weyman, Zu Petrus Chrysologus, in Philologus, 55 (1866), pp. 464-71; F. Lanzoni, I Sermoni 177 e 130 di s. P. C., Pavia 1910; Fr. J. Peters, Petrus Chrysologus als Homilet, ein Beitrag zur Gesch. der Predigt im Abendland, Colonia 1918; G. Böhmer, Petrus Chrysologus, Erzbischof von Ravenna, als Prediger; ein Beitrag zur Gesch. der altehr. Predigt, Paderborn 1919; L. Baldisserrini, S. P. Ch. arciv. di Ravenna, Imola 1920; G. Bardy, s. V. in Pauly-Wissowa, XIX, coll. 161-173; E. Dekkers, Clavis Patrum latino-rum, Steenbruggse 1951, p. 227 sq.