PETILIANO. - Vescovo donatista di Cirta (Costantina); era catecumeno cattolico; ma è forse eccessivo interpretare l'abreptum (dalla Chiesa) di s. Agostino (C. Litt. Pet., II, 104, 239) nel senso di «battezzato» (donatista) contro la sua volontà».
Fu uno degli oratori della setta nella conferenza di Cartagine del 411; aveva indirizzato ai suoi presbiteri una lettera polemica contro la Chiesa cattolica, della quale s. Agostino redasse prima una breve confutazione, nel 400 a., poi, avutone il testo intero, ne scrisse una seconda, riproducendo il testo di P. e ribattendo le sue osservazioni punto per punto; infine, avendo P. replicato, compose (ca. 402) il terzo dei libri Contra litteras Petilian.
P. respinge l'accusa di «battezzare» in quanto, egli asserisce, quello dei cattolici non è Battesimo vero; essi non hanno Sacramenti validi, persino le loro preghiere sono vane, anzi non hanno neppure il diritto di chiamarsi cristiani, perché perseguitano i donatisti. A questi rimproveri, e agli altri motivi ormai tradizionali nella setta, e ch'egli riprende con grande virulenza, P. aggiunge accuse e insinuazioni personali contro s. Agostino, il quale rispose anche con il trattatello De unico baptismo ca. il 410 ad un altro scritto sul Battesimo, di P., in difesa del quale era nel frattempo intervenuto il grammatico Crescione.