PIETRO DI CAPUA

PIETRO di CAPUA. - Cardinale diacono di S. Maria in Via Lata nel 1192, poi prete di S. Marcello nel 1201. Nel 1192 fu incaricato di una missione in Polonia, Boemia e Slesia per promuovere l'opera della riforma e tenne un concilio a Lenczig per regolare il celibato del clero e promuovere presso i laici il concetto della santità del Matrimonio con la celebrazione in Chiesa (Hefele-Lecercq, V, 1178).

Nel suo ritorno fu imprigionato presso Piacenza dal marchese Guglielmo Pallavicino, per cui la città fu interdetta dal papa. Nel 1198 fu inviato in Francia per comporre le discordie suscitate dal re Filippo Augusto causa il divorzio di lui dalla moglie Ingeburga, sorella di Canuto III e di Danimarca (Hefele-Lecercq, V, 1219); contemporaneamente trattò anche gli affari della nuova Crociata, per cui nel Sinodo in Vernon del 1199 riuscì a concludere un armistizio fra il Filippo Augusto e Riccardo Cuor di Leone, e di Inghilterra, che però non durò. Altri concili presiedette in Francia sino al 1201 per provvedere a questi affari (Hefele-Lecercq, V, 1126-28) ed alla disciplina ecclesiastica. Nel 1203 P. mise al corrente Innocenzo III del patto di Zara stretto dai Crociati per l'impresa di Costantinopoli; era a S. Giovanni d'Arici nel 1203; nel 1204 presiedeva un concilio ad Antiochia per le trattative con gli Armeni e nell'autunno si imbarcava con Goffredo Gaetani per Costantinopoli. Nel 1211 si trattò perché ne divenisse patriarca.

BIBL.: C. Poggiali, Memorie storiche di Piacenza, V. Piacenza 1738, p. 45 sqq.; Mansi, XXI, coll. 707-12; L. Bréhier, L'Eglise et l'Orient au moyen âge. Les Croisades, Parigi 1907, pp. 149-84; C. Gavazzi, La diaconia di S. Maria in Via Lata, Roma 1908, p. 401; R. Grousset, Histoire des Croisades, III, Parigi 1936, pp. 170-251.