PIETRO TOMMASO (PIETRO DI THOMAS), santo. - Carmelitano, n. a Le Breil (Perigord, Francia) ca. il 1305, m. a Famagosta (Cipro) il 6 genn. 1366. Maestro di teologia a Parigi nel 1349, indi reggente dello Studio carmelitano di Avignone, nel 1345 procuratore generale dell'Ordine. Iniziò sotto Innocenzo VI la sua carriera diplomatica, spesa al servizio dell'attività pontificia per l'unione dell'Europa contro la minaccia musulmana.
A questo scopo rappresentò la S. Sede nei negoziati con la regina Giovanna di Napoli (1353), con Venezia e Genova (1353), con Luigi di Ungheria e Stefano di Serbia (1355), con Luigi di Ungheria e Venezia (1356). Nel 1357 negoziò con l'imperatore bizantino Giovanni Paleologo l'unione della Chiesa d'Oriente, nel 1359 fu legato pontificio nella spedizione inviata in aiuto a quell'Imperatore. Vescovo di Parti nel 1354, trasferito nel 1359 a Corone in Morea, divenne nel 1363 arcivescovo di Creta e poi patriarca latino di Costantinopoli.
Si adoperò per la riuscita dell'impresa nell'Asia minore e per la difesa dell'Egeo; conquistata Adalia vi organizzò il culto cattolico. Lavorò intensamente per la conversione del popolo serbo e per l'estirpazione dell'eresia a Creta e Cipro. Qui strinse amicizia con il re Pietro I e il suo cancelliere, Filippo di Mézières, e insieme concepirono l'idea di una nuova Crociata sollecitando l'aiuto dell'Occidente. La Crociata fu indetta da papa Urbano V nel 1363, e P. vi succedette, nel 1364, al card. Tallegrand nella carica di legato. Nel nuovo ufficio si adoperò intensamente per mantenere la pace tra le potenze cristiane. Nel frattempo amministrò la città di Bologna dove fu uno dei maestri fondatori della Facoltà di teologia (1364). Incominciata la Crociata con l'attacco e la conquista di Alessandria (1365), P. vi partecipò coraggiosamente, e fu tra i pochi che si opposero all'abbandono della città. Fu subito venerato come santo; Paolo V nel 1609 e Urbano VIII nel 1628 ne confermarono il culto. Festa nell'Ordine carmelitano il 29 genn.