PIGGHE (PIGHIUS), Albert. - Teologo e controversista, n. a Kempen, donde il nome di Campensis, nel 1490, m. a Utrecht il 26 dic. 1542. Studiò filosofia teologia a Lovanio, DRIEDO, JEAN (v.) ed Ariano Florent, poi papa Adriano VI, che l'ebbe seco a Roma con incarichi di fiducia. Ritornato in patria ebbe la prepositura di S. Giovanni a Utrecht che tenne fino alla morte. Per incarico di Paolo III, nel 1540 partecipò alla Dieta di Worms come teologo, nel tentativo di accordi con i protestanti.
Oltre ad opere di astronomia, di geografia, ecc. compose la Hierarchiae Ecclesiasticae assertio (Colonia 1538): ecclesiolo di particolare importanza storica per la sua decisa reazione alle idee conciliari; la Controversiarum explicatio (ivi 1542): rapporto dottrinale sui colloqui di Ratisbona dove, alla Dieta, propose, sulla questione della giustificazione, la teoria della « doppia giustizia », accolta dai protestanti, ma respinta dal Concilio tri

dentino nella sess. VI. Per essa nel giusto c'è una giustizia inerente distinta dalla giustizia di Cristo, che è al giusto imputata e che lo santifica veramente; del peccato originale il P. parla come di una semplice imputazione e non di una realtà e fisica. Pur sfiorando in questo il protestantesimo il P. intese rimanere sotto l'autorità della Chiesa, di cui parla con sentita devozione, e manca in lui il pessimismo teologico che fa dell'uomo un traslitto della colpa. Con altri dell'età sua condivise i principi nominalistici che gli preclusero la via ad intendere le entità scolastiche medievali, l'habitus e la relatio, indispensabili per illustrare la realtà dei misteri cristiani.