DRIEDO, JEAN. - Teologo, n. a Darisdonk (donde il nome D.; quello di famiglia era Neys) presso Turnhout in Brabante nel 1478 o inizio del 1479, m. a Lovanio il 4 ag. 1535. Insegno dapprima filosofia dal 1499 al 1509, quando divenne anche membro del consiglio dell'Università per le arti; Baccalaureus formatus nel 1511, fu nel 1512 promosso dottore in teologia dal suo maestro Adriano di Utrecht (il futuro Adriano VI). Professore e poi decano della facoltà teologica, nel 1518 fu eletto rettore dell'Università (per la seconda volta nel 1533), e dal 1520 godette un canonicato nella collegiata di S. Pietro.
Scrisse: De ecclesiasticis scripturis et dogmatibus I. IV (ed. R. Tapper, t. I), trattato d'introduzione alla S. Scrittura, notevole per le regole ermeneutiche e le idee sulla autenticità della Volgata, adottate nelle decisioni della IV sess. del Concilio di Trento; De captivitate et redemptione generis humani liber unus (ed. Tapper, t. II); De concordia liberi arbitrii et praedestinationis divinae liber unus (ed. Tapper, t. III); De Gratia et libero arbitrio libri duo (ed. Tapper, t. III); De libertate christiana, rimasto incompleto (ed. Tapper, t. IV).
La sua teologia si appoggia sulla S. Scrittura e sui Padri, fra i quali predilige s. Agostino, inserendosi nella corrente agostiniana del suo tempo, che continuerà in Lovanio fino a Baio e oltre.
L'edizione integrale delle opere del D. fu curata da R. Tapper, Lovanio 1546, 1552, 1556, in 4 tomi.