DRIESCH, HANS. - Biologo e filosofo, n. a Kreuznach il 28 ott. 1867, m. il 16 apr. 1941. Studiò ad Amburgo, Friburgo, Monaco e Jena, dove si laureò (1889) in scienze naturali.
Fu discepolo di Haeckel, ma presto si allontanò da lui e contrasse amicizia con G. F. Wolff e W. Roux. Dal 1891 al 1900 lavorò alla Stazione zoologica di Napoli e poi andò ad Heidelberg, dove nel 1911 divenne professore di filosofia. Nel 1920 insegnò filosofia naturale a Colonia e nel 1921 fu nominato professore a Berlino. Viaggiò moltissimo in Cina e in America e ottenne varie lauree ad honorem e riconoscimenti da molte accademie.
Iniziò la sua attività scientifica sotto la guida di Haeckel, ma in seguito, pur risentendo l'influenza dell'insegnamento di Wolff e Roux, divenne il sostenitore del vitalismo dinamico. La sua dottrina che le funzioni del protoplasma non possono essere spiegate meccanicamente la conseguenza dei suoi risultati sulla regolatività delle uova di riccio di mare, che dimostrarono come blastomeri isolati possano dare embrioni completi.
In base a queste esperienze egli concluse che l'organismo deve essere un sistema armonico equipotenziale possedente una «entelechia» vitale individualizzante che lavora attraverso la materia con una visione del com-

(da V. Leroynais, Les sacramentaires et messieurs avec des bibl. publ. de France, Parigi 1927, fasc. 9)
Insieme a W. Roux fondò la meccanica dello sviluppo, che oggi viene più propriamente chiamata, con G. F. Wolff, fisiologia dello sviluppo. La concezione vitalista del D. è oggi molto combattuta.