PILEO di PRATA. - Cardinale, n. ca. il 1320-30, m. nel 1400. Conte di Prata, discendente della nobile famiglia Porcia e imparentato con i Carraresi di Padova per via della madre Iselgarda, sorella di Jacopo II, si diede ancor giovane alla carriera ecclesiastica.
Era arciprete a Padova quando fu promosso vescovo di Treviso nel 1352 senza potervi subito entrare; nel 1359 è vescovo di Padova e dal 1370 cardinale arcivescovo di
Ravenna fino a ca. il 1385. Fedele dapprima a Urbano VI, fu suo legato in Germania, Ungheria e Inghilterra. Passò poi alla parte dell'antipapa Clemente VII, ma alla morte di Urbano VI tornò nuovamente all'obbedienza del pontefice romano Bonifacio IX. Fu detto perciò il « Cardinale dei tre berretti » (cardinalis de tribus pileis). Più volte si adoperò per pacificare le regioni friulane, di dove era originario, e fu anche proposto più volte, sia dai Cararesi di Padova che dalla Repubblica di Firenze, mediante il Boccaccio, per la sede patriarcale di Aquileia, senza mai ottenerla. A Padova fondò il Collegio Pratese per gli studenti poveri.