PIMODAN, GEORGES-AUGUSTE-MARIE-ELIE DE RARÉCOURT DE LA VALLÉE, MARCHESE DI

PIMODAN, GEORGES-AUGUSTE-MARIE-ELIE de RARÉCOURT de la VALLÉE, marchese di. - Generale pontificio, n. a Parigi il 29 genn. 1822, d'antica famiglia delle Argonne; seguì gli studi classici presso i Gesuiti di Friburgo, quindi entrò nella scuola militare di St-Cyr e poi in quella di cavalleria di Wiener-Neustadt.

Sottotenente dei cavalleggeri Windisch-Grätz (ag. 1847), combatté nella campagna d'Italia sotto il gen. Radetzky, ed in quella di Ungheria (1848-49). Gravemente ferito a Moor (30 dic. 1848), prigioniero degli Ungheresi

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(de Souvenirs du général Marquis de Pimodan, I, Parigi 1881) PIMODAN, GEORGES-AUGUSTE, marchese di - Ritratto.
a Polanka e condannato alla fucilazione per tentata evasione da Petervaradino (20 maggio 1849), ebbe salva casualmente la vita. Colonnello a trentatré anni e sposo ad una Cournel de Montmorency, lasciò la carriera militare e rientrato in Francia (1855) si diede agli studi militari: oltre alle memorie sulle mentovate campagne (Souvenirs du général marquis de P., 1847-49, 2 voll., 1ª ed., Parigi 1861; 2ª ed., ivi 1891), gli si debbono un pregevole Traité sur la cavalerie ed accurati rilievi storico-tattici raccolti in minusiose visite ai campi di battaglia napoleonici di Russia e di Germania (1856) ed usati dal Thiers per la sua Histoire du Consulat et de l'Empire de Napoléon. Spinto da profondo sentimento religioso, accorse all'appello di Pio IX fra i volontari cattolici (1º apr. 1860) a difesa dei diritti della S. Sede ed assunse la carica di capo di stato maggiore del nuovo esercito pontificio. Il 19 maggio seguente sbaragliava in quel di Grotte di Castro i garibaldini condotti dallo Zambianchi. Unitosi quindi alla colonna del gen. de Lamoricière e avuto il 18 sett. l'ordine di aprire alle esigue schiere papali la via di Ancona contro preponderanti forze regie attestate oltre il Musone in quel di Castelfidardo, si gettò all'attacco dell'aspra erta delle Crocette sino a che, ferito al volto ed al braccio destro, impugnava la spada con la sinistra, e, continuando a tenersi in prima fila a cavallo, ripeteva ad un pugno di prodi: « Avanti, figliuoli, Dio è con noi! ». Cadde, infine, colpito mortalmente, non senza mormorare al De Lamoricière, che grazie al sacrificio suo e dei suoi stava ormai avviandosi verso Ancona: « Generale, combattono da eroi, l'onore della Chiesa è salvo! ». Spirò sul campo nella notte tra il 18 ed il 19 sett.; la salma e la spada dell'estinto furono, per espresso e cavalleresco ordine di Vittorio Emanuele II, restituite a Roma. Fu tumulato in S. Luigi dei Francesi.

BIBL.: Rapporto del generale De Lamoricière, in Civ. Catt., 4ª serie, 11 (1861, III), p. 530; A. De Ségur, I martiri di Castelfidardo, Bologna 1862, pp. 64-85; P. Balan, Continuazione alla storia universale della Chiesa cattolica dell'ab. Rohrbacher, II, Torino 1879, pp. 213, 239-63; A. Vigevano, La fine dell'esercito pontificio, Roma 1920, pp. 17-27; id., La campagna delle Marche

e dell'Umbria, ivi 1923, pp. 311-75; G. De Pimodan, Vie du général De P., Parigi 1929; S. Jacini, Il tramonto del potere temporale nelle relazioni degli ambasciatori austriaci a Roma (1860-70), Bari 1931, p. 28; E. De Barral, Les souvues pontificaux (1860-70), Parigi 1932, sino a p. 90; L. P. Stock, United States Ministers to the Papal States. Instructions and despatches (1848-68), Washington 1933, p. 180 seg.; P. Dalla Torre, L'anno di Mentana, Torino 1938, pp. 50-57 ed anche la intr. bibliografica relativa; P. Pirri, Pio IX e Vittorio Emanuele II dal loro carteggio privato, II, Questione Romana (1856-64), Roma 1951, parte 1ª, pp. 289-329; parte 2ª, pp. 167-85. Paolo Dalla Torre

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“PIMODAN, GEORGES-AUGUSTE-MARIE-ELIE DE RARÉCOURT DE LA VALLÉE, MARCHESE DI.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), p. 896. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/pimodan-georges-auguste-marie-elie-de-rarecourt-de-la-vallee-marchese-di.