PLATINA, BARTOLOMEO SACCHI DETTO IL

PLATINA, BARTOLOMEO SACCHI detto il. - Umanista, n. a Piadena (da cui il suo nome), presso Cremona nel 1421, m. a Roma di peste il 21 sett. 1481. Per quattro anni militò sotto Francesco Sforza e Niccolo Piccinino, poi attese agli studi umanistici in Mantova sotto la guida di Ognibene Bonisoli, al quale successe come precettore dei figli del marchese Ludovico Gonzaga. Dal 1457 al 1461 studiò greco a Firenze presso Giovanni Argiropulo e strinse amicizia con i principali umanisti. Nel 1462 seguì a Roma il neocardinale Francesco Gonzaga, suo protettore. Fu tra i membri dell'Accademia romana e da Pio II fu ammesso fra gli abbreviatori. Ma sotto Paolo II mutò la sua fortuna.

Due volte fu in carcere: nel 1464, per quattro mesi, a causa delle sue violente proteste contro la soppressione del collegio degli abbreviatori, e nel 1468, con Pomponio Leto ed altri accademici, sotto l'accusa d'empietà e di congiura contro il Papa. Fu liberato prima del maggio 1469, ma agiatezza ed onori riebbe solo da Sisto IV, che nel 1475 gli affidò la custodia della Biblioteca Vaticana. L'opera principale del P. è il Liber de vita Christi ac omnium pontificum, compiuto nel 1474 e poi redatto in forma più breve (in Rer. Ital. Script., III, I, Bologna 1913-32), che ebbe larghissima diffusione, sebbene non sempre imparziale, specialmente per la parte che si riferisce ai pontefici del tempo suo. Fu poi continuata da diversi. Notevoli anche una Historia urbis Mantuae (1466-69; in Rer. Ital. Script., ed. Milano 1731, XX, pp. 611-862) e due trattati politici d'incerta datazione (De principe, ed. Genova 1657; De bono cive, a cura di F. Battaglia, Bologna 1944) che

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PLATINA - Proemio all'editio princeps delle Vitae Pontificum, Venezia 1479 - Roma, esemplare della Bibl. nazionale Vitt. Eman.
(fot. Enc. Cuit.)
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PLATONE - Il volto di P., con evidente ricordo della figura di Leonardo da Vinci, dipinto da Raffaello nella Scuola d'Atene. Vaticano, Stanze di Raffaello.
(fot. Alinari)
precorrono alcune posizioni del Machiavelli. Meno importanti gli scritti filosofici (De vera nobilitate; De falso et vero bono, append. al Liber, ed. Colonia 1540 e altre) e retorici (De flosculis quibusdam linguae latinae; De laudibus bonarum artium, in T. A. Vairani, Cremonensium monumenta Romae extantia, parte I, Roma 1778).

BIBL.: A. Luzio - R. Renier, Il P. e i Gonzaga, in Giorn. stor. della letter. ital., 13 (1880), pp. 430-40; V. Zabughin, Pomponio Leto, I, Grottaferrata 1912, p. 58 sgg.; G. Cammelli, Giovanni Argiroppulo, Firenze 1941, p. 97 sgg.; A. Campana, Antonio Blado e B. P., in Miscellanea bibliografica in memoria di d. Tommaso Accurti, Roma 1947, p. 39 sgg. Sulle opere politiche: F. Cavalli, La scienza politica in Italia, in Memorie dell'Ist. Ven., 12 (1864), pp. 487-95 (in estratto, Venezia 1865). Sul pensiero filosofico: N. Caregaro-Negrin, Il « De felicitate » di Francesco Zabarella e due trattati sul bene e la felicità del sec. XV, in Classici e neolatini, 5 (1906), pp. 281-93; E. Garin, Filosofi italiani del '400, Firenze 1942, pp. 263-73.

Gioacchino Paparelli

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“PLATINA, BARTOLOMEO SACCHI DETTO IL.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), p. 967. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/platina-bartolomeo-sacchi-detto-il.