POLLAIOLO, ANTONIO di Jacopo BENC1, detto del. - Pittore, scultore, orafo, architetto, n. a Firenze ca. il 1431 (secondo altri 1426, o 1429, o 1433), m. in Roma, ove è sepolto, in S. Pietro in Vincoli, il 4 febbr. 1498. Dai suoi contemporanei era considerato tra i maggiori artisti.
Verosimilmente la sua prima educazione si svolse presso la bottega di un orafo; il carattere orafesco riecheggia, più o meno vivamente, in tutte le sue opere. Ancora i rapporti con orafi come il Sali e il Finiguerra (cui forni spesso i disegni per i nielli), e il fatto stesso che Antonio tenne più lungamente bottega d'orafo in via Vacchereccia, lo confermano. D'altra parte sono tecnicamente opere di oreficeria la Croce d'argento per il S. Giovanni (Firenze, Museo dell'Opera del Duomo), cui il P. collaborò, insieme a Betto di Francesco Betti e Miliano Dei (1475); e, più tardi (1478), l'Altare d'argento ove egli eseguì la Natività del Battista, pure per S. Giovanni (adesso nel Museo suddetto), opera suddivisa tra il Verrocchio, Antonio di Salvi, Francesco di Giovanni e Bernardo di Cenni. Tale attività è sensibilità di orafo, nella incisiva precisione del mezzo espressivo che è la linea, non contrasta, anzi contribuisce allo svolgimento del linguaggio plastico di Antonio.
Come pittore, nel 1460 eseguiva tre grandi tele raffiguranti le Fatiche d'Ercole, per Piero de' Medici, ora perdute. Contemporaneamente e dopo (1466), forniva i disegni per i paramenti del Duomo (i Ricami, famosi, ora nel Museo dell'Opera). Altre opere di oreficeria vengono ricordate nei documenti, tra il 1460 e il 1465. La decorazione in affresco della cappella del card. di Portogallo in S. Miniato ebbe inizio nell'ott. del 1467. Accanto ad Antonio c Piero vi lavorava il Baldovinetti. All'inizio di quell'anno, insieme al Verrocchio e a Luca della Robbia, il P. fa parte della commissione incaricata di collocare la palla sulla lanterna della cupola di S. Maria del Fiore.
