PONTREMOLI, DIOCESI DI

PONTREMOLI, DIOCESI di. - È la più settentrionale delle quattro diocesi della Lunigiana e stende la sua giurisdizione nell'alta e, parzialmente, nella media Val di Magra. Attualmente la diocesi conta 128 parrocchie divisa tra 15 vicariati: la sua superficie, irregolare e discontinua nella parte meridionale, è di kmq. 700 ca. con una popolazione di ca. 70.000 ab.

Prima della concentrazione comunale nelle mura del borgo, ecclesiasticamente, il territorio dell'alta Val di Magra era diviso tra le pievi, di tipo pagense, di Vignola, nella media Valle del Verde, e di Urcelà-Saliceto, sulla destra della Magra, ca. 2 km. a sud della confluenza con il Verde, Luni (v.). Nello stesso territorio si trovavano distribuiti, in connessione con l'importante via romana, ai piedi del valico della Cisa e in un nodo di confluenza fluviali, prioritari, ospedaletti e celle, con oratori e chiese, di importanti monasteri di varie parti d'Italia. Tra questi, Brugnato (v.) aveva importanti dipendenze nel pontremolese e, trasformati in vescovato, quei presuli vi ebbero assai larga giurisdizione. Sotto l'azione di questi elementi si svolse, tra le mura oppidane, la nuova organizzazione parrocchiale che dette vita a cinque parrocchie urbane. Con i nuovi ordinamenti religiosi ed ecclesiastici si manifestarono le prime aspirazioni per il distacco dalla sede di Luni-Sarzana, troppo lontana dall'alta Val di Magra e con difficili comunicazioni.

I primi tentativi per costituire la diocesi si ebbero nel sec. XV, quando P. apparteneva al Ducato di Milano, al tempo di Galeazzo Maria Sforza e, successivamente, del governo spagnolo. Continuarono nei secc. XVI-XVII, sollecitando o l'invio di un vicario apostolico, o, almeno, la residenza a P., per sei mesi dell'anno, dei vescovi di Sarzana, ovvero di quelli di Brugnato. Questi ultimi,

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(1st. Alinari)
Pontormo, Jacopo Carucci detto il - La Visitazione. In alto il sacrificio d'Isacco - Firenze, chiesa della S.ma Annunziata.

risiedendo abitualmente nella priorita pontremolese di S. Pietro, avevano spesso sostituito il vescovo lunense nel ministero episcopale. Quasi tutte le nuove chiese sorte in P., dal sec. xv in poi, erano state, infatti, consacrate dai vescovi brugnatensi. I successivi passi verso la fondazione della diocesi furono nel 1638 la costruzione, a spese del comune, di una grande chiesa, la futura Cattedrale, nel centro urbano; nel 1721 la eruzione della insigne collegiata, con un proposto e sette canonici, sotto il titolo di Maria Assunta, trasferendovi la sede della parrocchia della vicina antichissima chiesa di S. Geminiano, patrono del comune; nel 1756 la bolla Unigenitus Dei, del 13 genn., che sopprimeva l'antica pieve di Urceola-Salice, trasferendone i beni alla prepositura della collegiata; nel 1778, il motu proprio del 10 ag., di Pietro Leopoldo granduca di Toscana, dal quale allora dipendevano alcuni territori dell'alta Val di Magra, che dichiarava P. città nobile e la designava sede vescovile. Nel 1787 Pio VI, il 4 luglio, erige finalmente la diocesi, ma per difficoltà sorte tra la S. Sede e il granduca, il primo vescovo sarà nominato solo dieci anni dopo. La nuova diocesi, suffraganea di Pisa, fu composta con 129 parrocchie, tolte in parte alla diocesi di Sarzana e in parte a quella di Brugnato, ridotte nel 1798 a 121; numero che subì poi modificazioni. Dopo P. il centro più importante della diocesi è Fivizzano, dove risiede un proposto mitrato; segue Bagnone.

Il Seminario, con annesso collegio vescovile, istituito nell'antico convento dei Minori Conventuali, vanta una nobile tradizione culturale, teologica, letteraria, scientifica e, oltre che alle scuole interne, provvede a una scuola media e ad un liceo classico, aperto anche agli alunni esterni. Chiese e monumenti di notevole interesse storico-artistico: cattedrale di S. Maria Assunta, sec. xvii, disegno di A. Capra; chiesa di S. Francesco, sec. xvi, con avanzi romanici, rarissimo bassorilievo di Agostino di Duccio, tela del Cignaroli del sec. xviii; santuario della S.ma Annunziata, sec. xv, tempietto marmoreo sansoviniano, politico del sec. xv, tavole di Luca Cambiaso; abside di S. Giorgio, avanzo di architettura lombarda, sec. X. A Filattiera: avanzi della pieve di S. Stefano, sec. x; oratorio romanico di S. Giorgio, sec. viii, con iscrizione, che ricorda un personaggio contemporaneo del re Astolfo, il quale: «hì idola fregit - delinquentium convertit carmina fide».

Bibl.: G. Targioni Tozzetti, Relax. di alcuni viaggi per la Toscana, XI, Firenze 1777, passim; Cappelletti, XVI, p. 234; P. Bologna, Artiste de càrte di storia pontremolese, Firenze 1898, p. 36 seg. e passim; id., Vescovi appartenenti a famiglie pontremolese, in Atti e mem. della R. Deput. di st. patria per le prov. moderne, 5ª serie, 3 (1904), p. 69 seg.; G. Sforza, Mem. e documento, per servire alla storia di P., I, ivi 1904, pp. 9 seg. e 77; II, p. 610 seg.; P. Ferrari, La chiesa e il convento di S. Francesco di P., Pontremoli 1924, pp. 233 seg. e 409 seg.; G. Ferrari, P. e la sua diocesi, in Campanone, ivi 1940, p. 141 seg.; E. Cavalieri, Una Maestà, una pieve e un atto di confinazione, ibid., p. 171; M. Giuliani, Dalle pieve di Urceola e di Vignola alla cattedra di P., in Corriere Apuano, 25 (1948).