PORCACCI (Porcatius), FILIPPO. - Filosofo e teologo scotista dei Minori Conventuali, n. a Bagnacavallo (Ravenna), m. a Roma, ai SS. Apostoli dove è sepolto, il 13 sett. 1511.
Insegnò teologia a Venezia, metafisica (1506-10) e filosofia morale (1507-10) nell'Università di Bologna che fin dal 9 apr. 1488 lo ammise nel suo Collegio dei teologi (1488, 1504, 1507). Fu ministro provinciale della sua provincia bolognese (1500-1504, 1508-10); nel Capitolo generale di Terni (1500) fu uno dei provinciali deputati alla redazione delle nuove costituzioni dell'Ordine (le «Alessandrine»). Divenne procuratore generale (1506-1509) e nel Capitolo di Roma del 1510 fu eletto 42° ministro generale dell'Ordine dopo s. Francesco. Governò per un anno e tre mesi, assai stimato dal papa Giulio II che lo aveva voluto in Roma per importanti affari della Chiesa.
Ai suoi studi filosofici e teologici si devono le edizioni dell'Opus Oxoniense e delle Quaestiones quodlibetales di Scoto (Venezia 1497, 1503, 1505). In fondo al I l. delle Sentenze dell'Opus Oxoniense raccolse le Addictiones prologi primique Sententiarum libri, che in altre edizioni si ritrovano sparse qua e là; al II libro fece seguito l'Opusculum in II Librum Sent. Scoti del confratello B. Bellati (v.); all'intera opera, che ha le Quaestiones quodlibetales come un V libro, aggiunse (v. ed. 1505) la Tabula Generalis ac mare magnum scoticae subtilitatis di Antonio de Fantis. Il testo è illustrato con annotazioni di sentenze e opinioni di diversi dottori e testi dei commenti di Aristotele. Di qui forse i commentari aristotelici attribuiti dal Wadding. Altri scritti e conciones gli sono attribuiti dallo Sbaralea.