PORTA, SIMONE (PORZIO, Portius, Porcius). - Filosofo aristotelico, n. a Napoli nel 1496, m. ivi nel 1554. Sue opere principali sono: De mente humana disputatio (Firenze 1551); An homo bonus vel malus volens fiat (ivi 1551); De rerum naturalium principiis (Napoli 1553).
Pomponazzi (v.), si giova di una profonda conoscenza del greco, per leggere direttamente i testi

interpreterane il pensiero con il sussidio della filologia. Naturalista, alla metafisica antepone la fisica (De rerum ecc., p. 5 seg.), il cui determinismo si estende anche all'uomo: la vera libertà consiste nell'autosufficienza; solo Dio quindi è veramente libero (An homo, ecc., p. 59). L'immortalità dell'anima umana è esclusa dall'intrinsecità di ogni facoltà al corpo, per cui la stessa ragione, per conoscere, deve farsi senso (sensificatur): la semplicità e l'impossibilità dell'intelletto non sono argomento della sua immortalità (De mente, ecc., pp. 66-70; cf. anche pp. 61, 21-22, 27 seg.). L'affermazione dell'immortalità deriva dalla nostra imperfezione che vorrebbe colmarsi nella conoscenza di Dio, per cui l'uomo è spinto a desiderare cose che gli sono impossibili (op. cit., p. 97).