PORTA, COSTANZO. - Minore conventuale, musicista, n. a Cremona nel 1505, m. a Padova il 26 maggio 1601. Fu poi direttore, spesso anche fondatore o riformatore, delle cappelle musicali in varie chiese d'Italia: nella cattedrale di Osimo dal 1552 al 1564, al Santo a Padova dal 3 genn. 1565, due volte alla metropolitana di Ravenna (1567-74 e 1579-85), alla S. Casa di Loreto (1575-78) e di nuovo a Padova, dal 10 apr. 1585 fino alla morte.
Tra la copiosa produzione, per lo più sacra, del P. si ricorda: Musica in Introitus missarum, a 5 voci, per le domeniche dell'anno (Venezia 1566, 2a ed. 1588); Missarum liber primus, 12 messe a 3, 4, e 5 voci (ivi 1578); Litaniae Deiparae V. M., a 8 voci (ivi 1575); Musica... in nonnulla ex sacris litteris collecta verba, a 6 voci (3 voci), ivi 1571-85; Liber 52 motectorum, da 4 a 8 voci (ivi 1580); vari libri di Madrigali a 5 voci, ecc. Uscirono postume: Hymnodia sacra totius per anni circulum, a 4 voci (ivi 1602), e Psalmodia vespertina omnium solemnitatum... cum quattuor canticis B. V., a 8 voci, tranne un cantico a 16 voci (ivi 1605). Opere sue si trovano stampate anche in raccolte di Orlando di Lasso, G. B. Zuccarini, ecc.
Insigne compositore e direttore, promosso con il Palestrina in più luoghi l'esecuzione dei decreti tridentini sulla musica. Fu anche valente teorico (un suo Tractatus de contrepuncto, manoscritto, è conservato al Liceo musicale di Bologna). La sua polifonia si distingue per ricchezza di contrappunto e sviluppi canonicisti, e per notevole potenza di espressione.