POSSESSIVO, ANTONIO. — Gesuita, diplomatico, n. a Mantova il 10 luglio 1533, m. a Ferrara il 26 febbr. 1611.
Passato nel 1550 a Roma, fu scelto a precettore dei nipoti del card. Ercole Gonzaga e ne ebbe nel 1559 una commenda dell'Ordine militare di S. Antonio a Fossano (Cuneo). Lo stesso anno entrò, a Roma, nella Compagnia di Gesù; ma già l'anno seguente 1560 era inviato in Piemonte al duca Emanuele Filiberto per arginare l'eresia valdese nelle Valli e promuovere la fondazione di collegi per la gioventù. Ordinato sacerdote nel 1561, continuò il suo apostolato nelle valli di Luserna e di Angrogne, indi a Chambéry e a Lione. Rettore di Avignone (1565-1570) e di Lione (1571-73), fu dal 1573 alla sua prima missione diplomatica, segretario del generale Ev. Mercuriano.
Nel 1577 Gregorio XIII lo inviò suo legato in Svezia, dove riuscì a convertire il re Giovanni III, ma non a riunire la Svezia a Roma. Nel 1581 andò legato in Russia e Polonia, per mettere la pace fra Stefano Báthori, re di Polonia e viviò da Transilvania, e Ivan IV il Terribile, re di Russia, e nello stesso tempo promuovere l'unione della Chiesa russa a quella di Roma. Ma ottenne soltanto la conclusione della pace di Jan Zapolski (1582); quanto alla riunione con Roma, non ebbe che alcuni favori per i cattolici. Più fortunata fu la sua opera rivolta all'unione dei Ruteni, spingendo alla propaganda di scritti cattolici, alla fondazione di un Seminario russo-ruteno e alla libertà della scuola per i Ruteni cattolici. Privato della carica di legato per questioni di giurisdizione con il nunzio di Polonia, A. Bolognetti, il P. si diede all'attività missionaria attraverso la Polonia, la Boemia e l'Ungheria superiore, fondando seminari papali a Erlam, Mähren e Siebenburg. Un'ulteriore missione presso il re Báthori, affidatagli da Sisto V, andò fallita per la morte del Re. Il P. passò allora all'insegnamento della teologia a Padova (1587-91), dove ebbe alunno s. Francesco di Sales. Si occupò anche della riconciliazione di Enrico IV di Francia con la Chiesa.
Degna di nota è pure la sua attività editoriale: Trattato del sacrificio dell’altare (Lione 1563); Il soldato cristiano (Roma 1569), scritto dietro ordine di Pio V per le truppe inviate in Francia e per la flotta spedita a Lepanto; Transsilvania (Villino 1584); ripubblicata da J. Veres in Fontes rerum Transsilvanticarum, III, Budapest 1913); Moscovia (IV 1586) che gli meritò il titolo di «scopritore della Russia»; Bibliotheca selecta, qua agitur de ratione studiorum (Roma 1593); ed. in Biblioth. der Kathol. Pädagogie, XI, Friburgo in Br. 1901); Apparatus ad omnium gentium historiam (Venezia 1602) e più rinomato: Apparatus sacer ad scriptores V. ac N. Testamenti (3 voll., Venezia 1603-1606).
C. Castellano Testore