POTAMENA e BASILIDE, santi, martiri. — Sono commemorati nei Martirologi, rispettivamente il 28 ed il 30 giugno, ma appartengono al gruppo di Plutarco (v.).
Figlia di Marcella, caduta anch'ella martire, P. fu arrestata ad Alessandria sotto Settimio Severo; dopo esser stata orribilmente tormentata in tutto il corpo, fu condannata dal giudice Aquila alla pena capitale. Mentre era condotta al supplizio, B., uno dei soldati che l'accompagnavano, per un senso di pietà la difendeva dagli oltraggi della plebaglia. P. gli promise che dopo la morte avrebbe pregato per lui. Alcuni giorni dopo che P. era stata uccisa con uno stillicidio di pece bollente sul corpo, B. rifiutò di prestare un giuramento dicendo d'essere cristiano. Rinchiuso in carcere, ad alcuni cristiani venuti a visitarlo raccontò che gli era apparsa P. la quale gli aveva posto sul capo una corona e l'aveva assicurato che ben presto avrebbe avuto la grazia chiesta per lui. Fu subito battezzato ed il giorno dopo decapitato.