POTIJ, IPATIJ. - Vescovo di Volodymyr-Berest e poi metropolità di Kiev, n. nel 1541 e m. a Vilna nel 1613. Fu funzionario statale a Berest e come tale lavorò, questa volta senza successo, per l'unione ecclesiastica fra la Chiesa bizantino-slava della Polonia-Lituania con la S. Sede. Nominato vescovo di Volodymyr-Berest (1593), fu uno dei protagonisti di detta unione. Egli la sottoscrisse a Roma il 23 dic. 1595 e più tardi ancora a Berest il 6 ott. 1596. Successo a Michele Rahoza nella dignità di metropolita di Kiev con sede a Vilna, difese strenuamente contro una opposizione assai rilevante, e valendosi di molti libri storici e polemici, l'unione di Berest come legittima continuazione di quella di Firenze (1439).
P. fondò a Vilna un nuovo monastero cattolico, insieme a S. Giosafat Kunciewicz, suo primo monaco; il monastero divenne la culla dei Basilian cattolici ucraini. P. fu uomo retto, molto energico, e seppe adoperare tutti i poteri per la difesa del gregge affidatogli. Prima della morte scampò felicemente a un attentato ordito contro di lui.
Aberto Maria Ammann