PRESOV DEI RUTENI (LAT. FRAGOPOLIS, UCR. PRAJŠIV, UNGH. EPERJES), DIOCESI DI

PRESOV dei RUTENI (lat. Fragopolis, ucr. Prajšiv, ungh. Eperjes), DIOCESI di. - Diocesi (eparchia) in Slovacchia, di rito bizantino-slavo. È stata formata smembrando il territorio della diocesi di Mukačevo.

Il vescovo Andrea Bačinskij eresse nel 1790 per la parte occidentale dell'ampia diocesi un vicariato episcopale a Košice, che poi fu eretto in diocesi con sede a P. per decreto dell'imperatore d'Austria nel 1816, canonicamente confermato da Pio VII il 22 sett. 1818. Rimase suffragane di Strigonia fino al 1937, quando fu immediatamente soggetta alla S. Sede. Dal 1930 il vescovo di P. amministra le 76 parr. della diocesi di Mukačevo e 4 parr. della diocesi di Hajdudorogh, situate in Cecoslovacchia.

I fedeli di rito orientale, benché mescolati fra i latini, tuttavia abitavano fino a poco tempo addietro la parte orientale della Slovacchia, specialmente le valli dei Carpazi. Dopo la seconda guerra mondiale (1945), nella quale furono distrutti molti paesi in questa regione, e dopo che la Podkarpazia fu annessa alla Russia sovietica, molti fedeli orientali emigrarono ed andarono dispersi in Boemia (Sudeti) ed in tutta la Repubblica cecoslovacca. Perciò la S. Sede nel 1948 con esse a tutti i sacerdoti cattolici di Cecoslovacchia il biritualismo a favore di questi fedeli orientali dispersi (in Boemia sono ca. 70.000). I Basiliani di S. Giosafat e i Redentoristi di rito orientale (viceprovincia Michal'ovce) operarono nella diocesi un gran risveglio religioso, cosicché non ebbe quasi nessun successo la propaganda per lo scisma, scatenatasi in Podkarpazia dopo la prima guerra mondiale (1920). La vita religiosa fioriva fino al 1948. La persecuzione della Chiesa in Cecoslovacchia, scatenatasi dopo la Rivoluzione comunista, ha colpito gravemente anche la diocesi di P. fino alla sua distruzione. Nel genn. 1950 fu consacrato a P. un vescovo dissidente russo, mandato dal patriarca di Mosca, il quale ha preparato l'ufficiale annessione della diocesi da parte della Chiesa russa (28 apr. 1950), con il concorso delle forze armate del governo comunista.

Il vescovo cattolico mons. Paolo Gojdic, dopo aver rifiutato di unirsi allo scisma e strenuamente difeso l'unione con Roma, fu con il suo vescovo ausiliare mons. Basilio Hopko incarcerato e deportato.

Statistiche (1949): la diocesi stessa di P. ha parrochie 161, cattolici orientali 225.087. Invece con le amministrazioni di Mukačevo e di Hajdudorogh e su tutto il territorio della Cecoslovacchia conta: fedeli orientali 320.969, su una popolazione di 12.337.684 ab.; parrocchie 241; sacerdoti diocesani 311; case religiose maschili 6 con 43 religiosi; case religiose femminili 9 con 39 religiose.

BIBL.: Statistiche con cenni storici della gerarchia e dei fedeli di rito orientale, Roma 1932, pp. 108-211; M. Fillo, Gréckokatolici Slovacchi (Slovacchi greco-cattolici), Michal'ovce 1943; anon., Pavel Gojdic, jepiskop prajševskij (Paolo Gojdic, vescovo di P.), Prajsev 1947 (qui si trova la storia della diocesi durante il ventennio 1927-47); anon., Schematismus venerabilis clerici dio cesti Fragopolitanae... pro anno 1948, Prešov 1948. Michele Lacko