PREVYSING, KONRAD VON

PREVYSING, KONRAD von. - Cardinale, n. il 30 ag. 1880 a Kronwinkel (arcidiocesi di Monaco e Frisinga), m. il 21 dic. 1950 a Berlino. Studiò legge all'Università di Monaco e di Würzburg ; entrò nella carriera diplomatica e fu segretario dell'ambasciata di Baviera presso il Quirinale. Il soggiorno nel centro del cattolicesimo lo decise a dedicarsi alla vita ecclesiastica. Nel 1908 entrò pertanto nel Collegio Canisianum di Innsbruck e, laureatosi in teologia ed ordinato sacerdote, divenne quattro anni dopo segretario del card. Bettinger, arcivescovo di Monaco. Oratore sacro presso la chiesa di S. Paolo e predicatore in quella Cattedrale, fu nominato il 12 sett. 1932 da Pio XI vescovo di Eichstätt.

Sorte dopo la conclusione del Concordato del 1933 le prime difficoltà da parte tedesca a causa della politica ecclesiastica praticata dal governo di Hitler, politica apertamente lesiva dei diritti garantiti alla Chiesa cattolica negli articoli dello stesso Concordato, il P. condusse nel dic. 1934, insieme al vescovo di Osnabrück, Bering, a nome dell'episcopato germanico, cui tale incombenza era stata affidata alla S. Sede, trattative con il ministro degli Affari Ecclesiastici Kerrl. In tale occasione il P. non tralasciò di denunziare al governo la campagna di odio, alla quale era soggetta la Chiesa, le persecuzioni contro i sacerdoti e le associazioni cattoliche, nonché l'appoggio che il governo ed il partito di Hitler accorda-

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vano ai movimenti anticristiani. Alle rimostranze dei due vescovi il Kerrl rispose evasivamente. Trasferito al governo della diocesi di Berlino nel 1935, l'attività del P. a difesa dei diritti dei cattolici divenne particolarmente intensa ed energica dopo la definitiva frattura tra la S. Sede e la Germania hitleriana nel 1937, anno di pubblicazione dell'encic. Mit brennender Sorge. Il 27 maggio di quello stesso anno, contro le calunnie e gli attacchi governativi inscenati per sminuire l'importanza del documento papale di due mesi prima, il P. indirizzò un memoriale di 17 pagine al ministro Goebbels, confutando punto per punto le accuse di immoralità rivolte al clero in occasione di processi contro sacerdoti cattolici. L'azione indefessa del prelato proseguì anche negli anni successivi. Ma le condizioni della Chiesa non migliorarono dopo l'elezione di Pio XII il quale, con la nomina di una commissione di tre vescovi, di cui faceva parte pure il P., aveva pure cercato di rendere possibili in tale modo nuove trattative con le autorità politiche nell'intento di migliorare le relazioni con la Germania hitleriana. Sopravvenuta la guerra il P. non si allontanò mai da Berlino e sempre rimase tra i suoi fedeli, sebbene la stessa Cattedrale ed il Palazzo vescovile fossero colpiti dalle bombe. A riconoscimento dell'opera svolta a difesa della Chiesa e dello zelo dimostrato nell'esplicazione del suo ministero Pio XII lo creò nel Consistorio del 18 febbr. 1946 cardinale del titolo di S. Agata dei Goti, diaconia elevata pro hac vice a titolo presbiterale.

BIBL.: M. Maccarrone, Il nazionalsocialismo e la S. Sede, Roma 1947, pp. 114, 187, 217; J. Neuhäusler, Kreuz und Hakenkreuz, Monaco di Baviera 1946, parte 1, pp. 279-80; parte 2, pp. 162-63, 277-81, 342-43; anno, in L'osservatore romano, 18-19 febbr. 1946, p. 7; anno, Dokumente aus dem Kampf der katholischen Kirche im Bistum Berlin gegen den Nationalsozialismus, Berlino 1946, passim; A. Schwerdtfeger, S. E. der Kard. von P., Stoccarda 1950.