PROCACCINI, GIULIO CESARE

PROCACCINI, GIULIO CESARE - Sposalizio di s. Caterina - Milano, Pinacoteca di Brera.

CAMILLO, il maggiore in età dei suoi figli, n. a Bologna fra il 1550 e il 1560, m. a Milano il 21 ag. 1626, educato all'arte dal padre, rivela una più intima e assimilata conoscenza del Parmigianino (che appare anche nelle sue rare incisioni) e del Baroccio. Lavorò a Reggio (affreschi nell'abside di S. Prospero, del 1585-87, e nella volta, del 1597-98), e in varie chiese di Piacenza, dove, a contatto dell'arte del Pordenone, tentò di ingigantirsi e di dar moto drammatico alle sue composizioni. Lasciò opere in numerosissime chiese di Milano (i complessi più vasti sono in S. Maria del Carmine, in S. Angelo, in S. Vittore, ecc.) e in altre città della Lombardia: a Treviglio, a Brescia, a Lodi, ecc.

GIULIO CESARE, n. a Bologna ca. il 1570, m. a Milano l'11 nov. 1625, sembra si dedicasse dapprima alla scultura e che entrasse poi nell'accademia dei Carracci, che avrebbe abbandonato dopo una lite con Annibale. Egli è l'ingegno più notevole e vivo della famiglia. Che il suo studio più che ai bolognesi fosse rivolto alla scuola di Parma appare in una delle sue opere più preziose e significative quale lo Sposalizio di s. Caterina a Brera; ma in lui è già un superamento dei modi manieristici ed una sicura affermazione barocca. Con Morazzone (v.), insieme ai quali dipinse la pala con il Martirio delle ss. Rufina e Seconda, dominò la pittura lombarda del primo Seicento. Fecondissimo artista, lasciò opere a Milano (S. Vittore, S. Maria presso S. Celso, S. Marco, S. Angelo, ecc.), a Brescia (S. Maria in Calchera, S. Alra), a Genova (S.ma Annunziata, S. Maria Assunta di Carignano, S. Stefano), a Modena (Pinacoteca, dalla chiesa di S. Bartolomeo).

CARLO ANTONIO, altro figlio di Ercole, n. a Bologna, m. a Milano ca. il 1605, dipinse per privati paesaggi e nature morte, con grande fortuna presso la corte, tanto che molte opere furono mandate in Spagna. È il padre di ERCOLE IL GIOVANE, n. a Milano nel 1596, morto nel 1676. Scolaro di Giulio Cesare, lavorò a Milano e in varie chiese della Lombardia (Monza, Duomo; Bergamo, S. Maria Maggiore, ecc.) e per la corte di Torino.

BIBL.: C. C. Malvasia, Felnina pittrice, I, Bologna 1678, p. 275 sgg.; N. Pevsner, Giulio Cesare P., in Riv. d'arte, 11 (1929),

p. 321 sgg.; Venturi, IX, 6, p. 765 sgg.; A. Foratti, s. V. in Thieme-Becker, XXVII, p. 413; C. Gamba, s. V. ENOCH. Ital., XXVIII, p. 272 sg.; F. Wittgens, Per la cronol. di G. C. P., in Riv. d'arte, 15 (1933), p. 35 sgg. Emma Zocca

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“PROCACCINI, GIULIO CESARE.” Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), p. 64. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/procaccini-giulio-cesare.