PROCACCINI. - Famiglia di pittori bolognesi, poi trasferiti a Milano.
ERCOLE ILVECCHIO, il capostipite, n. a Bologna nel 1515, m. a Milano il 5 genn. 1595. Il Lomazzo lo ricorda come scolaro di Prospero Fontana; le sue opere (Madonna col Bambino in S. Maria Maggiore di Bologna, del 1570; La caduta di s. Paolo, in S. Giacomo Maggiore, del 1573; La Vergine col Bambino cui s. Nicola presenta le tre fanciulle, ivi, del 1582) lo mostrano un manierista eclettico, con influenze romane e parmensi. Fra il 1585 e il 1586 si trasferì a Milano, ove, coadiuvato dai figli, aprì una scuola di pittura.

CAMILLO, il maggiore in età dei suoi figli, n. a Bologna fra il 1550 e il 1560, m. a Milano il 21 ag. 1626, educato all'arte dal padre, rivela una più intima e assimilata conoscenza del Parmigianino (che appare anche nelle sue rare incisioni) e del Baroccio. Lavorò a Reggio (affreschi nell'abside di S. Prospero, del 1585-87, e nella volta, del 1597-98), e in varie chiese di Piacenza, dove, a contatto dell'arte del Pordenone, tentò di ingigantirsi e di dar moto drammatico alle sue composizioni. Lasciò opere in numerosissime chiese di Milano (i complessi più vasti sono in S. Maria del Carmine, in S. Angelo, in S. Vittore, ecc.) e in altre città della Lombardia: a Treviglio, a Brescia, a Lodi, ecc.
GIULIO CESARE, n. a Bologna ca. il 1570, m. a Milano l'11 nov. 1625, sembra si dedicasse dapprima alla scultura e che entrasse poi nell'accademia dei Carracci, che avrebbe abbandonato dopo una lite con Annibale. Egli è l'ingegno più notevole e vivo della famiglia. Che il suo studio più che ai bolognesi fosse rivolto alla scuola di Parma appare in una delle sue opere più preziose e significative quale lo Sposalizio di s. Caterina a Brera; ma in lui è già un superamento dei modi manieristici ed una sicura affermazione barocca. Con il Cerano e con il Morazzone (v.), insieme ai quali dipinse la pala con il Martirio delle ss. Rufina e Seconda, dominò la pittura lombarda del primo Seicento. Fecondissimo artista, lasciò opere a Milano (S. Vittore, S. Maria presso S. Celso, S. Marco, S. Angelo, ecc.), a Brescia (S. Maria in Calchera, S. Alra), a Genova (S.ma Annunziata, S. Maria Assunta di Carignano, S. Stefano), a Modena (Pinacoteca, dalla chiesa di S. Bartolomeo).
CARLO ANTONIO, altro figlio di Ercole, n. a Bologna, m. a Milano ca. il 1605, dipinse per privati paesaggi e nature morte, con grande fortuna presso la corte, tanto che molte opere furono mandate in Spagna. È il padre di ERCOLE IL GIOVANE, n. a Milano nel 1596, morto nel 1676. Scolaro di Giulio Cesare, lavorò a Milano e in varie chiese della Lombardia (Monza, Duomo; Bergamo, S. Maria Maggiore, ecc.) e per la corte di Torino.
Bibliografia6 opere
Emma Zocca