FONTANA. - Nome di numerosi artisti, specialmente architetti, nati od oriundi del Ticino, tra i secc. XVI e XVIII; i più notevoli sono i seguenti:
DOMENICO, n. a Melide nel 1543, m. a Napoli nel 1604, legò il proprio nome alla trasformazione di Roma voluta da Sisto V con il tracciamento dei rettifili irradiantisi da S. Maria Maggiore verso le altre basiliche, ed il congiungimento di queste mediante altre grandi strade; la vasta concezione, rimasta interrotta dalla morte del Pontefice, prelude ai criteri urbanistici moderni. Negli obelischi inalzati al termine delle strade si unisce alla funzione estetica il significato spirituale, per la sovrapposizione della Croce sui simboli pagani. In questi lavori il F. diede prova anche di grande perizia tecnica, e restò famoso il suo trasporto dell'obelisco vaticano, di cui lasciò la descrizione.
Nella sua vastissima attività, nella quale è da ricordare anche il voltamento della cupola di S. Pietro insieme a Giacomo della Porta (v.), la figura dell'architetto si associa a quella dell'imprenditore (Villa Montalto, cappella del Presepio in S. Maria Maggiore, Palazzo Lateranense, Biblioteca Vaticana).
Lasciata Roma dopo la morte del Papa, il F. si recò a Napoli, ove attuò altre grandi opere, sia urbanistiche
(allargamento di Via S. Lucia e Via Chiaia, piazza innanzi al Castello) che edilizie (Palazzo Reale, Dogana) mostrandosi esperto costruttore più che geniale architetto. È da ricordare che durante gli scavi per il canale di derivazione del Sarno si imbatté per primo nelle rovine di Pompei, senza però identificarle.
GIOVANNI, fratello del precedente, n. a Melide nel 1540, m. a Roma nell'ag. del 1614. Particolarmente versato in idraulica, condusse a Roma l'acqua Felice durante il pontificato di Sisto V, poi quella Paola, ristabilendo in parte gli antichi acquedotti Alessandrino e Traiano. Diede i disegni per le mostre di queste acque, a S. Bernardo e al Gianicolo (quest'ultima unitamente al Maderno) e per la fontana minore al termine di Via Giulia, oggi ricostruita sulla destra del Tevere alla testata di Ponte Sisto. Ideò anche i giochi di acqua per le ville Aldobrandini e Borghese (oggi Torlonia) a Frascati. Altre sue opere sono i ponti di Acquapendente sul Paglia e di Borghetto sul Tevere (distruito nella seconda guerra mondiale).
Scarsa è la sua attività di architetto: gli è dovuta la parte più antica di Palazzo Barberini, eseguita per il card. Alessandro Sforza: l'inizio di Palazzo Giustiniani e il palazzo di Torrenova con l'annessa chiesa sulla Via Casilina, per il card. Scipione Borghese.
Bibliografia2 opere
CARLO, n. a Mendrisio nel 1638, m. a Roma nel 1714, fu dapprima collaboratore del Bernini all'Ariccia e nel Palazzo Chigi (ora Odescalchi) in Piazza SS. Apostoli. La prima opera che compì da solo fu l'elegante chiesetta di S. Rita da Cascia ai piedi del Campidoglio (demolita nel 1928 e ricostruita sulla Via del Mare).
Gli si debbono restauri e completamenti di numerose chiese (interno di S. Maria dei Miracoli, 1679; facciata di S. Marcello, 1686; portico di S. Maria in Trastevere, 1702; accesso a S. Teodoro, 1704), e la costruzione di varie cappelle (Ginnetti a S. Andrea della Valle; Cybo a S. Maria del Popolo, ecc.), e di palazzi, tra cui quello Bigazzini (poi Torlonia), in Piazza Venezia (1676) demolito nel 1900, e Grimani, oggi Tittoni, in Via Rasella.

La sua attività più notevole fu quella dedicata alla costruzione di edifici pubblici, sotto i pontificati di Innocenzo XII (Dogana di Terra e Piazza di Pietra; Dogana di Mare e Ripa Grande; e trasformazione a sede di tribunali del palazzo lasciato incompiuto dal card. Ludovisi a Montecitorio, che prese il nome di Curia Innocenziana), e di Clemente XI (Ospizio di S. Michele e Biblioteca Casanatense). Della sua attività fuori di Roma ricordiamo la cupola del duomo di Montefiascone, il Palazzo Durazzo (poi Reale) di Genova (1705), e alcune ville nel senese; inviò anche all'estero disegni per edifici, tra cui uno per la cattedrale di Fulda.
I suoi geniali progetti per l'assetto urbanistico dei Borghi e della zona intorno a Montecitorio rimasero inattuati, ma ce ne restano le descrizioni nella sua opera fondamentale su Il Tempio Vaticano e nel Discorso sopra l'autico Monte Cittorio.
Bibliografia2 opere
FRANCESCO, figlio del precedente, n. a Roma nel 1668, collaborò col padre alla Dogana di Terra e in altre opere minori. Suo è il rifacimento della chiesa dei SS. Apostoli, lasciato incompiuto per la morte avvenuta nel 1708.
GIROLAMO, figlio di un fratello di Carlo, operò dal 1690 al 1714. Sua opera principale è la facciata del duomo di Frascati, dove esegui anche il fontanone della piazza; fu esperto in idraulica, come attesta l'esecuzione dell'acquedotto di Anzio.
CARLO STEFANO, fratello del precedente, operante in Roma tra il 1711 e il 1728. Era abate beneficiato di S. Giovanni in Laterano, dove esegui la decorazione del transetto. È ricordato per la facciata e il rinnovamento dell'interno di S. Clemente.
Bibliografia
PROSPERO, pittore, n. a Bologna nel 1512, m. ivi nel 1597. Fu discepolo di Innocenzo da Imola, e giovanetto fu a Genova aiuto di Perin del Vago nella decorazione di Palazzo Doria. La sua attività si svolge quasi esclusivamente a Bologna, dove dipinse per varie chiese (Ma-

