Enciclopedia Cattolica vol. IX, 1952 Arte Particolari

PORTA

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PORTA - P. principale dell'abbazia benedettina di Lambach (Austria) costruita nel 1693 da G. Auer di Landege.
PORTA - P. principale dell'abbazia benedettina di Lambach (Austria) costruita nel 1693 da G. Auer di Landege.

PORTA. - Nell'antichità, accanto al tipo monumentale, presente già nella civiltà egizia ed asseria, che in età imperiale si svilupperà nelle grandi p.-arco di ingresso alle città italiche e provinciali, sussiste il tipo di p. dal taglio chiaramente rettangolare, incorniciata da una fascia e sormontata da un alto fregio. A questo tipo si ispirano le prime basiliche cristiane, quando l'assenza del nartece o del quadriportico non disturba la p. dalla sua funzione essenziale. Nel portale del S. Salvatore di Spoleto (sec. IV) anche gli elementi decorativi che ricorrono nella incorniciatura rientrano nella tradizione romana.

Data la povertà dei prospetti, in età bizantina la p. è semplificata al massimo, spesso ridotta ad un risalto della superficie muraria. La tradizione classica si fa invece sentire più a lungo a Roma, anche per l'abbondanza di edifici classici in rovina ivi esistenti, dai quali era possibile recuperare frammenti di fregi e di architativi a scopo decorativo. La scomparsa di quest'uso dopo il sec. VII coincide con un impoverimento delle forme architettoniche, per cui la p. rimane di tipo estremamente semplice, architavata o arcuata, con l'uso frequente dell'arco di scarico. L'ingresso della cappella di S. Zenone, nella chiesa di S. Prassede, fiancheggiato da due colonne antiche, su cui si imposta un architave classico, testimonia nella prima metà del sec. IX un ritorno verso la serenità di antichi ritmi struttivi.

PORTA - La « P. Ferrea » (1634). Costruzione di Isidor Manuel su disegno di Antonio Tavares - Coimbra, Università.
PORTA - La « P. Ferrea » (1634). Costruzione di Isidor Manuel su disegno di Antonio Tavares - Coimbra, Università.(fot. Antonio Cascio Branco - Lisbona)

In età romanica il desiderio di complessità e varietà degli elementi strutturali si riflette anche nella forma dei portali. Sull'incorniciatura della p. si svolge l'arco, determinando una lunetta, spesso decorata. Dentro l'arco esterno si iscrivono archi concentrici, dapprima aggettanti. Creazione lombarda è la p. strombata, in cui una serie di archi e cordoni si addentrano nella parete muraria, a forma di imbuto, con grande abbondanza di decorazione scultorea (p. del S. Michele a Pavia, 1ª metà del sec. XII). I Cosmati danno alle p. dei loro edifici i tipici caratteri di rigore geometrico e di vivezza musiva.

Nel periodo gotico, particolarmente in Francia, la p. assume un valore grandissimo nella facciata, con l'accentuarsi dello sguancio e l'aggiunta di una cuspide fortemente aggettante, che inquadra la serie di archi divenuti acuti. In Italia se ne hanno caratteristici esempi nel S. Antonio di Ranverso, nel duomo di Chivasso e di Pinerolo. L'abbazia di Fossanova iscrive un timpano nel portale archiacuto.

Nel Rinascimento ricompaiono i caratteri classici della p. Accanto al tipo di p. sormontata da un timpano, che avvicinandosi al sec. XVI si fa curvilineo, e alla p. a tutto sesto, è in uso il tipo della p. rustica, delineata da bugne, senza aggetto, nel muro. La decorazione è di tipi variatissimi. Spesso la p. è sormontata da una finestra, in seguito da un balcone. Il timpano spezzato, il timpano doppio, le membrature sempre più aggettanti, in relazione con la ricerca dei pieni e dei vuoti e con le tendenze dinamiche dell'architettura cinquecentesca, apportano, a cominciare da Michelangelo, notevoli modifiche alla forma delle p.

Nel Seicento la p. diviene elemento di enorme importanza nella facciata, di cui seconda la struttura dinamica, adattandosi al suo andamento curvilineo (S. Carlino alle Quattro Fontane) e con l'uso della colonna addossata alla parete, e poi della colonna libera, in luogo delle lesene (chiesa del Gesù, S. Marcello). Nel Settecento gli elementi, press'a poco immutati, della p. barocca si adeguano alla più svelta visione architettonica. Gli architetti neoclassici si rifanno ad esempi classici o rinascimentali. - Vedi tav. CXXI.

In alto a sinistra: PORTA DETTA «DEL GIUDIZIO» (sec. XIV) - Tudela (Navarra), Cattedrale. In alto a destra: PORTA DELLA CHIESA DI S. FRANCESCO (sec. XIV) - Ascoli Piceno. In basso a sinistra: PORTA DELLA CHIESA DI S. PIETRO MARTIRE (sec. XVII) - Ascoli Piceno. In basso a destra: PORTA DEL CORTILE DI
Tav. CXXI In alto a sinistra: PORTA DETTA «DEL GIUDIZIO» (sec. XIV) - Tudela (Navarra), Cattedrale. In alto a destra: PORTA DELLA CHIESA DI S. FRANCESCO (sec. XIV) - Ascoli Piceno. In basso a sinistra: PORTA DELLA CHIESA DI S. PIETRO MARTIRE (sec. XVII) - Ascoli Piceno. In basso a destra: PORTA DEL CORTILE DI PALAZZO BARBERINI (sec. XVII) - Roma.(fot. Mas) · (fot. Anderson) · (fot. Alinari)

Maurizio Calvesi

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), coll. 1774–1775.

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Calvesi, Maurizio. “Porta.” In Enciclopedia Cattolica, vol. IX, coll. 1774–1775. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952. https://azioneromana.com/it/article/porta.

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Calvesi, Maurizio. “Porta.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952, coll. 1774–1775. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/porta.

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