FONTANA, DOMENICO

FONTANA, Domenico - L'architetto F. presenta a Sisto V la pianta della Biblioteca Vaticana - Biblioteca Vaticana.

FONTANA - Il cortile del Palazzo Vecchio, opera di Francesco del Tadda (1565); il punto è del Verrocchio (1476), già nella villa di Carreggi - Firenze.

FONTANA. - Nome di numerosi artisti, specialmente architetti, nati od oriundi del Ticino, tra i secc. XVI e XVIII; i più notevoli sono i seguenti:

DOMENICO, n. a Meldé nel 1543, m. a Napoli nel 1604, legò il proprio nome alla trasformazione del Roma voluta da Sisto V con il tracciamento dei rettifili irradiantisi da S. Maria Maggiore verso le altre basiliche, ed il congiungimento di queste mediante altre grandi strade; la vasta concezione, rimasta interrotta dalla morte del Pontefice, prelude ai criteri urbanistici moderni. Negli obelischi innalzati al termine delle strade si unisce alla funzione estetica il significato spirituale, per la sovrapposizione della Croce sui simboli pagani. In questi lavori il F. diede prova anche di grande perizia tecnica, e restò famoso il suo trasporto dell'obelisco vaticano, di cui lasciò la descrizione.

Nella sua vastissima attività, nella quale è da ricordare anche il voltamento della cupola di S. Porta (v.), la figura dell'architetto si associa a quella dell'imprenditore (Villa Montalto, capo della Presepio in S. Maria Maggiore, Palazzo Lateranense, Biblioteca Vaticana).

FONTANA, Domenico - L'architetto F. presenta a Sisto V la pianta della Biblioteca Vaticana - Biblioteca Vaticana.

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FONTAÑA – FONTAÑA FELICE

tra cui quello Bigazzini (poi Torlonia), in Piazza Venezia (1676) demolito nel 1900, e Grimani, oggi Titoni, in Via Rasella.

La sua attività più notevole fu quella dedicata alla costruzione di edifici pubblici, sotto i pontificati di Innocenzo XII (Dognan di Terra) e Piazza di Pietra; Dogana di Mare; Ripa Grande; e trasformazione a sede di tribunali del palazzo lasciato incompiuto dal card. Ludovisi a Montecitorio, che prese il nome di Curia Innocenziana), e di Clemente XI (Ospizio di S. Michele e Biblioteca Casanatense). Della sua attività fuori di Roma ricordiamo la cupola del duomo di Montefiascone, il Palazzo Durazzo (poi Reale) di Genova (1705), e alcune ville nel senese; inviò anche all'estero disegni per edifici, tra cui uno per la cattedrale di Fulda.

I suoi geniali progetti per l'assetto urbanistico dei Borghi e della zona intorno a Montecitorio rimasero inattuati, ma ce ne restano le descrizioni nella sua opera fondamentale su Il Tempio Vaticano e nel Discorso sopra l'autore Monte Citorio.

BIBL.: L. Donati, op. cit., pp. 263-292; F. Codenhofer Enthal, Carlo F. und die Architekten der römischen Spätbarock, Vienna 1930.

FRANCESCO, figlio del precedente, n. a Roma nel 1668, collaborò col padre alla Dogana di Terra e in altre opere minori. Suo c'è il rifacimento della chiesa dei SS. Apostoli, lasciato incompiuto per la morte avvenuta nel 1708.

GIORGALDO, figlio di un fratello di Carlo, operò dal 1690 al 1714. Sua opera principale è la facciata del duomo di Frascati, dove eseguì anche il fontanone della piazza; fu esperto in idraulica, come attesta l'esecuzione dell'acquedotto di Anzio.

CARLO STEFANO, fratello del precedente, operante in Roma tra il 1711 e il 1728. Era abate beneficato di S. Giovanni in Laterano, dove eseguì la decorazione del transepto. È ricordato per la facciata e il rinnovamento dell'interno di S. Clemente.

BIBL.: L. Donati, op. cit., pp. 372-380.

PROSPERO, pittore, n. a Bologna nel 1512, m. ivi nel 1597. Fu discepolo di Innocenzo da Imola, e giovanetto fu a Genova aiuto di Perin del Vaga nella decorazione di Palazzo Doria. La sua attività si svolse quasi esclusivamente a Bologna, dove dipinse per varie chiese (Magna, 1577