PROKOPOVIĆ, FEOFAN (TROFANE). - Ecclesiastico e politico, consigliere di Pietro il Grande, ante-
signano dell'indirizzo protestantizzante nella Chiesa e teologia russa, n. a Kiev l'8 giugno 1691, m. l'8 sett. 1736.
Nato da genitori acattolici, formatosi a Kiev nell'Accademia ecclesiastica, studiò in Polonia, si fece cattolico, entrò nell'Ordine di S. Basilio e continuò gli studi (lettere e poi teologia) a Roma nel Collegio Greco di S. Atanasio. Tornato in patria, abbandonò la fede cattolica, d'ora innanzi deciso avversario di ogni cosa cattolica, sia nella scienza che nella vita. Nel 1707-11 insegnò nell'Accademia di Kiev poetica, retorica e teologia. Scrisse per gli alunni la tragicommedia Vladimiro (a scopo di «illuminazione» contro la superstizione). Nel 1711 divenne igumeno e rettore dell'Accademia. Fu poi chiamato come predicatore e pubblicista da Pietro a Pietroburgo (1716), nominato arcivescovo di Pskov (1718), consigliere e principale aiutante di Pietro nella «riforma» della Chiesa russa, cioè nel soggiogarla allo Stato. Passarono per le mani del P. tutti gli atti importanti di legislazione ecclesiastica. Presto diventò membro principale del Sinodo. Nel 1719-20 compose, insieme a Pietro, il «Regolamento ecclesiastico» e nel 1725 passò come titolare alla sede arcivescovile di Novgorod. Dopo la morte dello Zar (1725), si quale era sinceramente devoto, di cui elogiava anche nelle prediche le riforme e su cui scrisse encomi, la situazione per P. cambiò; ma poi con Anna Ivanovna (1730-40) ebbe di nuovo il sopravvento, adattandosi però e diventando da progressista illuminato piuttosto conservatore. Come teologo P. è il padre della teologia sistematica russa; separò la teologia dogmatica da quella morale. Amico dei teologi luterani tedeschi, introdusse nella teologia russa una dottrina protestantizzante, specie riguardo alla S. Scrittura come unica fonte della Rivelazione e alla giustificazione con la fede sola.
Scrisse in latino 8 trattati teologici, vagheggiando un corso completo, ma lasciandolo incompiuto. I trattati (eccetto il n. 8, scritto nel 1716) furono corretti, completati e pubblicati da altri. Prima edizione completa: De processione Spiritus Sancti (Gotha 1772); Introductio in theologiam (Königsberg 1773); De Deo (ivi 1774); De Trinitate (ivi 1775); De creatione et providentia (ivi 1775); De homine innocente (Mosca 1776); De homine lapia (ivi 1776); De gratuita peccatoris per Christum iustificatione (Breslavia 1779). La seconda edizione completa, curata da S. Mislavskij, in 3 voll., fu pubblicata a Lipsia negli anni 1772-84 (il vol. III fu aggiunto dal Mislavskij secondo l'idea del P. delineata nei prolegomeni, e compilato da autori protestanti). Nella divisione della teologia dogmatica il P. dipende dal teologo luterano I. E. Gerhard (Methodus studii theologici, Lena 1654). P. adottò gli scolastici protestanti, invece dei cattolici, contro i quali, specialmente s. Tommaso e s. Roberto Bellarmino, si trovano nelle sue opere frequenti insulti. Successori nella sua teologia il P. non ebbe che dalla seconda metà del Settecento.
Scrisse altre opere teologiche, sia in latino sia in slavo, tra le quali: De iugo intolerabili (1712: sulla controversia di Paolo e Barnaba con i giudaizzanti); Apologia fidei (su 12 questioni controverse); Apologia sacrarum reliquiarum (in contrasto con le solite vedute del P.); Prima istruzione per i bambini (1720: slavo, un catechismo reso obbligatorio dallo Zar nel 1722, con sillabario; contiene i 10 comandamenti, il Pater, il Simbolo della fede, le 9 Beatitudini; è luteranizzante: ad es., contrario al culto delle immagini); Libretto sui matrimoni misti (pubbl. nel 1721 dietro ordine dello Zar, per la libertà religiosa della parte non «ortodossa); Breve istruzione cristiana (slavo; in forma di dialogo, per il giovane zar Pietro II); Disquisizione storica sul potere degli imperatori cristiani (Pietroburgo 1721, slavo, difende il cesaropapismo del Regolamento ecclesiastico); La vera giustificazione dei cristiani rettamente battezzati col Battesimo di infusione (1724; slavo); Sulla menzione dei nomi dei patriarchi d'Oriente negli Uffizi ecclesiastici (da non farsi più nella Chiesa russa indipendente); Orazioni e discorsi (4 voll., Pietroburgo 1760-74); Examen Concilii
Florentini (perduto; composto prima del 1714); Storia ecclesiastica (pure perduta); Sull'Anticristo (incompiuto: P. volle provare, come già prima certi protestanti, che il pontefice romano sia l'Anticristo).
Oltre al corso di teologia dogmatica, l'altra opera principale è il Regolamento ecclesiastico, di cui nota è l'edizione di C. Tondini (Parigi 1874), inserita in Mansi, XXXVII (traduzione francese fatta sul testo russo, con introduzione, note e con la traduzione latina stampata nel 1785 a Pietroburgo). Importante è la parte in cui si tratta dell'insegnamento nelle scuole, nelle accademie e nei seminari.