PROPIZIATORIO (EBR. HAPPŌRETH, SETTANTA ἘΝΑΣΤΉΡΩΝ)

PROPIZIATORIO (ebr. happōreth, Settanta ἐναστήρων). - Lamina d'oro che ALLEANZA (v.). Di spessore imprecisato, misurava due cubiti e mezzo (= ca. m. 1,31) di lunghezza e uno e mezzo (= m. 0,78) di larghezza (Ex. 25, 17; cf. 26, 34; 30, 6; 31, 7; 37, 6).

Alle estremità laterali erano collocati due cherubini d'oro battuto, forse genullessi, volti l'uno verso l'altro, le ali spiegate sul p. e lo sguardo abbassato verso la sua parte centrale (ibid. 25, 18 sgg.; 37, 7 sgg.), dove si concepiva presente la maestà di Jahweh (Num. 7, 89).

Molto si è discusso sul significato e sulla funzione del p., concepito spesso come una semplice chiusura dell'arca. Pare, invece, che il nome happōreth sia derivato all'oggetto dalla pratica espiatoria compiuta su di esso nel giorno di hippūr o espiazione (hipper = espiare = «purificare»); onde i Settanta avrebbero tradotto sostanzialmente bene con ἐναστήρων (strumento, mezzo di espiazione o propiziazione), che le antiche versioni latine hanno reso con propitiatorium. I Settanta, che in Ex. 25, 17 fanno sentire la forza aggettivale di ἐναστήρων (ἐναστήρων ἐπίθεμα), l'usano poi abitualmente come sostantivo neutro (ibid. 25, 18-24; 31, 7; 35, 12; 38, 5-8; Lev. 16, 2, 13 sgg.; Num. 7, 89 ecc.).

Nel giorno dell'espiazione il sommo sacerdote aspergeva il p. prima con il sangue di un giovenco, poi con quello di un capro (Lev. 16, 11-15). L'importanza che si annetteva al p. è insinuata anche dall'espressione bēth hākhappōreth («casa del p.»; I Par. 28, 11), per indicare il Santissimo. Anche l'Epistola agli Ebrei (v.), descrivendo il Tabernacolo (Hebr. 9, 1-5), fa convergere tutto verso il p., adombrato dai cherubini (9, 5).

Il significato dei riti compiuti sul p., quasi punto o mezzo di contatto dell'umanità peccatrice con Dio, spiega perché s. Paolo (Rom. 3, 25) esprima con ἐναστήρων la funzione mediatrice ed espiatrice di Cristo. La Volgata con propitiatio ha fatto scomparire la probabile allusione al p. del tabernacolo mosaico.

BIBL.: H. Lesêtre, Propitiatoire, in DB, V, col. 748 sgg.; G. A. Deissmann, Mercy seat, in Encyclopædia Biblica, III, coll. 3027-35; A. Deissmann, ἐναστήρων und ἐναστήρων. Eine lexikalische Studie, in Zeitschrift für die neutestamentliche Wissenschaft, 4 (1903), pp. 193-212; A. Miedebiel, Expiation, in DB, III, col. 51 sgg.; J. Herrmann, ἐναστήρων, in G. Kittel, Theologisches Wörterbuch zum neuen Text, III, Stoccarda 1930, p. 319 sgg.; F. Büchel, ἐναστήρων, ibid., pp. 321-324; P. Heinisch, Das Buch Exodus, Bonn 1934, p. 201 sgg.; A. Clamer, Le Lévitique (La Ste Bible) di L. Pirot - A. Clamer, 2, Parigi 1940, p. 50 sgg. Teodorico da Castel San Pietro
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“PROPIZIATORIO (EBR. HAPPŌRETH, SETTANTA ἘΝΑΣΤΉΡΩΝ).” Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), p. 99. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/propiziatorio-ebr-happoreth-settanta-enasteron.