PSICOSI TOSSINFETTIVE

PSICOSI TOSSINFETTIVE. — Sindromi mentali che insorgono nel corso di malattie generali e di malattie infettive non particolarmente localizzate al sistema nervoso, rapportabili all'azione di auto-tossine (insufficienza renale, insufficienza capitale, stati carenziali, endocrinopatie, ecc.) e di tossine batteriche (malattie febbrile in genere).

Così delimitate le p. t. corrispondono alle «psicosi sintomatiche» di Bonhoeffer e non comprendono le «tossine», o psicosi da intossicazioni esogene (alcool, stupefacenti, intossicazioni professionali: fosforo, piombo, ecc.) avvicinabili ad esse per alcune aspetti patogenetici e clinici. Le psicosi sintomatiche e le tossine hanno una base causale comune (etiologia tossica in senso lato) estranea alla costituzione individuale; da ciò la denominazione di psicosi esogene (o acquisite secondo Bleuler) per distinguere dalle endogene (cioè intimamente legate a fattori costituzionali). Però nel quadro morboso provocato da un tossico si intravvede sempre un'inegabile, seppur diversamente valutata, influenza di fattori endogeni, per cui non tutti gli autori concordano nell'accettare una definizione del genere. Detta interferenza si deduce dal piccolo numero di casi in cui interviene una psicosi sintomatica in confronto all'alta percentuale con cui si presenta la malattia generale che l'ha prodotta; inoltre dalla diversità dei quadri psichici che una stessa causa può provocare e dalla varietà degli agenti morbosi che possono scatenare una stessa sindrome psichica. In altre parole una determinata causa traumatica, tossica, infettiva, a parità di condizioni (cioè intensità, durata, ecc.) provoca una psicosi solo in alcuni individui (che appaiono perciò costituzionalmente predisposti) ed i sintomi presentati da un individuo possono essere molto diversi da quelli presentati da un altro, mentre gli stessi sintomi possono presentarsi per effetto di ben distinte cause morbose: ciò starebbe a significare che lo sviluppo e le manifestazioni cliniche di una psicosi sintomatica sono ampiamente condizionate da fattori individuali (predisposizione costituzionale). Così, una lieve elevazione febbrile scatena in alcuni un violento delirio, mentre molti tollerano elevate temperature senza presentare alcun sintomo; l'intossicazione alcoolica acuta (ubriachezza) può manifestarsi con modalità molto diverse (euforia, depressione, eccitamento, torpore), mentre un delirio alcoolico, uno uremico, uno tifico, possono essere talvolta indistinguibili. L'influenza di una predisposizione costituzionale, risulta ancor più evidente dalla osservazione in alcuni individui di uno stesso quadro psichico che si presenta più volte nel corso della loro vita per effetto di agenti morbosi diversi. Alcune volte è riconoscibile una predisposizione «reattiva» famigliare nel senso che in più membri di una famiglia si osserva l'insorgenza di psicosi sintomatiche che possono assumere anche un aspetto simile.

Il ruolo dei fattori endogeni ed esogeni ha dato luogo alle più diverse interpretazioni e classificazioni delle p. t. e costituisce uno dei problemi centrali della psichiatria. Alcuni autori ammettono una predisposizione acquisita nel corso della vita per effetto di malattie precedenti che

273 PSICOSI TOSSINFETTIVE - PSICOSOMATICA MEDICINA 274

avrebbero preparato il terreno alla psicosi sintomatica, ma ciò non è ammissibile in tutti i casi.

Bonhoeffer spiega la mancanza di relazione tra causa ed effetto (ossia tra agente morboso e sintoma) con la sua teoria della reazione esogena; le intossicazioni o le infezioni darebbero origine a tossine metaboliche (metastasia di Kraepelin) non specifiche all’episodio morboso iniziale, tossine che rappresenterebbero le dirette causali delle sindromi o tipi elettivi della reazione esogena. I quadri psichici così denominati non sono, per questo, patognomonici di una determinata forma morbosa, ma sono comuni al gruppo totale delle psicosi esogene e molto differenti da quelli che si osservano nelle psicosi endogene (cioè legate a fattori costituzionali). I tipi elettivi di reazione esogena, secondo Bonhoeffer, sono: l’obnubilazione, il delirio acuto, l’amenza, l’allucinosi, gli stati crepuscolari amnesici, ecc. L’influenza dei fattori endogeni sullo sviluppo e le manifestazioni cliniche delle psicosi sintomatiche è invece secondo altri abbastanza importante per invalidare la classificazione delle psicosi secondo causa esogena ed endogena e alcuni (Kleist) propongono una classificazione secondo il tipo dei sintomi.

Settra ha tentato una soluzione del problema, proponendo una classificazione su elementi causali e sintomatici nello stesso tempo; egli riconosce, nella sintomatologia psichica provocata da cause esogene, sintomi fondamentali (od obbligati) e sintomi accessori (o facoltativi). Mentre i primi sarebbero direttamente causati dall’agente morboso, gli altri invece direbbero da una predisposizione costituzionale patologica resasi manifestata per effetto dell’agente morboso. È da osservare che i sintomi fondamentali od obbligati di Settra sono gli stessi che Bonhoeffer descrive come elettivi della reazione esogena e secondo la classificazione «sintomatica» di Kleist sarebbe i sintomi «eternomi». I sintomi facoltativi di Settra sono invece quelli che caratterizzano le psicosi endogene e che secondo la classificazione sintomatica di Kleist sarebbe sintomi «omomimi».

I sintomi più frequenti e più importanti delle p. t. sono: il disturbo della coscienza, il delirio, l’alterazione psicomotoria. Questi sintomi possono presentarsi in varie gradazioni e combinazioni, dando origine così alle varie sindromi (stuporosa, delirante, amnenziale, ecc.) descritte dagli autori come tipiche di queste affezioni. Il disturbo della coscienza è di solito il sintomo cardinale: il malato appare «confuso», privo di concentrazione attentiva e di possibilità di critica, completamente disorientato; le associazioni sono rallentate e scorrette e si ha la formazione di convinzioni deliranti, alimentate da illusioni e da allucinazioni. Il delirio è frammentario e variabile, di solito a contenuto terrifico (visioni paurose, urla bestiali, ecc.) e desta una profonda alterazione dei meccanismi psicomotori che può manifestarsi in un aumento dell’impulso motorio fino ad una agitazione violentissima, in un rallentamento fino all’arresto totale. Sono questi i sintomi che predominano nelle sindromi descritte come «elettive della reazione esogena» di Bonhoeffer.

La prognosi è di solito legata a quella della malattia generale e alla guarigione di questa sezione, infatti, nella maggioranza dei casi, la scomparsa della sintomatologia psichica. Talvolta, però, residuano forme psicopatiche (stati post-psicotici) di durata più o meno lunga. La terapia deve essere essenzialmente rivolta contro la malattia generale.

BIBL.: E. Kraepelin, Lehrbuch der Psychiatrie, 8a ed., Lipsia 1922; O. Bumke, Handb. d. Geisteskrankh., Berlino 1930; D. K. Henderson - R. D. Gillespie, A text-book of psychiatry, Londra 1944; A. V. Nágara, Trattato di psiquiatria, Barcellona 1949. Aldo Laterza