PSICOSOMATICA, MEDICINA

PSICOSOMATICA, MEDICINA. - Alla base
della m. p. è la concezione che stati emotivi possono
condizionare particolari manifestazioni somatiche di
carattere generale (fenomeni vasospastici, di iper-
tono della muscolatura liscia, fatti secretivi ed edemi-
geni, ecc.) a livello dei vari organi e apparati: il
carattere cronico della tensione emotiva, con le con-

seguenti reazioni somatiche, sarebbe in grado di de-
terminare quadri patologici ben definiti, noti alla
medicina generale.

Una tale possibilità è stata sempre, più o meno gene-
ricamente ammessa in medicina e trova antecedenti fin
nelle teorie ipocatiche, dalle quali era anzi ampiamente
sostenuta. La moderna m. p. vuole stabilire più precisa-
mente i rapporti tra le due sfere, psichica e somatica,
dell'organismo umano; i suoi presupposti teorici si inse-
riscono in quella vasta corrente di psicologia medica,
iniziata nei psicanalisi (v.).
« Accennare genericamente alle emozioni nei termini vaghi
di ansietà, di tensione emotiva, di squilibrio emotivo,
ecc., oggi non è più permesso; il contenuto attuale di
un'emozione deve essere studiato con i metodi più progre-
diti della psicologia dinamica e messo in rapporto con le
reazioni somatiche » (Alexander).

Come la psicanalisi, e forse più di questa, in quanto
considera in modo particolare malattie organiche nella
loro motivazione psicogenetica, la m. p. è in polemica
con l'indirizzo positivista della medicina, che trovò nel
sec. XIX la massima espressione nei concetti organici
sull'anatomopatologo Virchow. La « psichiatria di guerra »
determinò il primo impulso della m. p. e quasi contempora-
neamente comparve il termine di « psychosomatic » coniato
dal Draper, mutato poi in quello corrente di « psicosoma-
tico ». Nel 1915 fu pubblicato il libro di Cannon: Varia-
zioni somatiche nel dolore, fame, paura, ira. Da allora la
tendenza psicosomatica si diffonde con rapidità, special-
mente negli U.S.A. e sorge un'abbondante letteratura in
proposito. Nel 1935 la Dunbar raccoglie il vario materiale
bibliografico nel suo volume Emozioni e variazioni soma-
tiche, considerato libro fondamentale per l'informazione
e l'orientamento in questa nuova tendenza. Nella m. p.
si incontrano due tendenze di differente impostazione:
secondo alcuni « le malattie che rientrano nella categoria
psicosomatica hanno caratteristiche ben distinte da quelle
malattie primitivamente riportabili ad altre larghe cate-
gorie etiologiche », esse consistono in « un'alterazione fi-
sica la cui natura può essere valutata solamente quando
i disturbi emotivi sono indagati in aggiunta a quelli fisici »
(Halliday). Secondo altri, tutte le malattie sono psicoso-
matiche, mentre lo stesso termine « psicosomatico » è
inadeguato (viene già suggerito quello di « medicina inte-
grale »), poiché tende a perpetuare la contrapposizione
dei due poli, psiche e corpo, essendo invece biologica-
mente più esatto parlare della psiche come di una forza
vitale inconscia che condiziona parallelamente ambedue
le sfere dell'unità vivente (Draper). Si tratta, comunque,
di differenze di poco rilievo per ciò che riguarda la con-
dotta terapeutica.

Sostanzialmente, quindi, il metodo psicosomatico af-
fronta i più comuni processi patologici, che sono oggetto
della medicina generale, accompagnando agli esami fisici
di consueto uso uno studio in profondità della personalità
del soggetto. Ciò andrebbe sempre fatto, secondo il
Draper e gli altri autori che considerano psicosomatiche
tutte le malattie; mentre, come s'è visto, Halliday limi-
terebbe in genere l'indagine psicologica soltanto a quei
casi che rispondono a determinate caratteristiche. L'orien-
tamento psicosomatico è tuttora in evoluzione e non
sempre vengono rigorosamente distinte quelle malattie
che hanno un significato « funzionale » da tutti e da tempo
riconosciuto, dalle altre malattie che sono prettamente
organiche nelle loro manifestazioni, e la cui psicogenesi può
essere messa in luce soltanto dopo accurate indagini.
Tuttavia vi sono criteri generali nel comportamento di
queste ultime affezioni, che possono indirizzare nella dia-
gnosi. Per Halliday le malattie psicosomatiche rispondono
a sei requisiti fondamentali: 1) emozione quale fattore
scatenante, 2) tipo di personalità, 3) variabilità dell'inci-
denza del sesso nelle varie malattie, 4) tendenza all'asso-
ciazione con altre malattie psicosomatiche, 5) eredità
famigliare per lo stesso disturbo o disturbi simili, 6) de-
corso fisico. Lo stesso autore sottolinea inoltre l'impor-
tanza dell'ambiente sociale come causa di ripercussioni,
dapprima psichiche e quindi somatiche.

Nei riguardi delle vie attraverso cui si stabilisce il rapporto psicosomatico e il conflitto psichico si scarica su un determinato organo, i vari autori concordano nel sostenere che le cariche emotive trovano la VITA VEGETATIVA (v.) e le sue correlazioni diencefaliche; acquisizione questa, del resto, anteriore alla m. p. Nei riguardi, poi, del problema della specificità della localizzazione in un determinato organo piuttosto che in un altro, Alexander spiega come ai sintomi che interessano le funzioni della vita di relazione (motilità volontaria e appercezione sensitiva) si possa attribuire un significato simbolico di conversione, come avviene nell'isterismo. Non così a quelli che rientrano nel dominio del sistema neurovegetativo (cioè a carico degli organi viscerali); per questi, oggetto della m. p., si potrebbe spesso stabilire un rapporto tra organo malato e fase dello sviluppo psichico cui è regredita la personalità del paziente.

Altri autori, invece, spiegano che l'azione dei fattori emotivi potrebbe scaricarsi maggiormente su quell'organo che costituzionalmente o per precedenti processi patologici costituisse un «locus minoris resistentiae». Così, secondo il primo meccanismo di produzione, a dire dell'Alexander, nel caso dell'ulcera peptica, p. es., ritenuta malattia tipicamente psicosomatica, la base psichica consisterebbe nel desiderio inconscio di essere amati, che coincide, secondo gli schemi psicanalitici, con il desiderio di essere nutriti. Lo stimolo psichico inconscio, per mezzo del sistema neurovegetativo, agirebbe sulle condizioni vascolari, secretive, muscolari dello stomaco, che così arriverebbe a comportarsi come se stesse assumendo o fosse in procinto di assumere cibo. Tale disturbo cronico funzionale sarebbe d'importanza essenziale nel determinare la formazione della lesione organica, cioè dell'ulcera.

Il trattamento delle malattie psicoterapia (v.); accertata la psicogenesi del disturbo, occorre giungere alla diagnosi di fondo, cioè a quella psichiatrica, e risolvere il conflitto psichico del soggetto. Il metodo seguito è quello psicanalitico, date, appunto, le premesse teoriche della m. p. Naturalmente la psicoterapia non esclude, anzi si accompagna con successo alla terapia medica generale.

A parte le riserve che possono farsi sull'impostazione patogenetica e curativa a base prettamente psicanalitica dell'attuale m. p., nella sostanza non può negarsi la profonda verità e la fecondità delle applicazioni pratiche di essa.

BIBL.: W. B. Cannon, Bodily changes in pain, hunger, fear and rage, 2ª ed., Nuova York 1920; H. F. Dunbar, Emotions and bodily changes, 3ª ed., ivi 1947; id., Mind and body: Psychosomatic medicine, ivi 1947; P. Tournier, La medicina individuale, Roma 1947; F. Alexander, M. p., Firenze 1951.

Mannuccio Mannucci

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“PSICOSOMATICA, MEDICINA.” Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), p. 169. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/psicosomatica-medicina.