PUTIFARE. - Nome di due personaggi egiziani che ricorrono nella storia del patriarca Giuseppe.
Vi corrisponde un doppio nome ebraico: Pōṭlphar e Pōṭl-phēra', gr. Πετεφρῆς, latino Putiphar. È in discussione la forma originaria del nome egiziano: molti sostengono che equivalga al teoforico P-dj-p-R' «denato da Rā'», attestato da una stele funeraria della XXI dinastia (Museo del Cairo), che è del sec. IX a. C.; altri propongono altre etimologie e suppongono che l'uso del nome possa essere applicato ai tempi di Giuseppe. P. (Pōṭlphar) era un ufficiale della corte del Faraone, al quale gli Ismaeliti vendettero Giuseppe (Gen. 37, 36); questi seppe farsi poi tanto ben volere che in breve ebbe dal padrone la direzione di tutta la sua ricchissima casa (ibid. 39, 1-6). Ma la moglie di P., invaghitasi del giovane, voleva indurlo
a peccare; essendosi Giuseppe sottratto alle sue voglie, venne accusato di tentata violenza della donna presso il marito e messo nella prigione di Stato, dove rimase tre anni (ibid. 39, 7-20).
Un secondo P. (Pōfī-phēra') è citato in Gen. 41, 45.50; 46, 20, come suocero di Giuseppe. Nella sua qualità di sacerdote di On (Eliopoli) era caro al sovrano; per premiare servigi resi al paese da Giuseppe durante la carestia, il Faraone ordinò di Aseneth (v.).
Aristide Calderini - Sergio Bosticco