QUIMPER, DIOCESI DI

QUIMPER, DIOCESI di. - Diocesi e città capoluogo del dipartimento del Finistère in Francia, situata alla confluenza dello Steir con l'Odet, che formano un estuario. Il nome viene dal bretone Kemper (= confluente); fino alla Rivoluzione Francese fu in genere chiamato Q. - Corentin dal primo vescovo. La diocesi è suffraganea di Rennes; patrono della diocesi è s. Corentino.

La diocesi ha gli stessi contini del dipartimento con una superficie di 7029 kmq. e una popolazione di 724.635 ab. quasi tutti cattolici. Conta 340 parrocchie servite da 1080 sacerdoti diocesani e 18 regolari; ha un grande seminario e un piccolo seminario; 4 comunità religiose maschili e 6 femminili. Il vescovo ha unito il titolo di Léon. È l'antico Corisopium dei Romani. Si attribuisce al leggendario bretone Gradlon, venuto dal Kerné (Cornovaglia), l'istituzione del Regno bretone. Nel 1060 il Regno si mutò in contes; Q. fu saccheggiata nel 1344 da Carlo di Blois e conquistata nel 1367 da Giovanni IV di Montfort. Dei vescovi di Q. si hanno due cataloghi antichi, l'uno in un cartulario della Cattedrale trascritto ca. l'anno 1417, oggi nella Bibl. nazionale di Parigi (ms. lat. 9891); l'altro in Quimperlé è un manoscritto del sec. XII e giunge fino a Rodolfo (m. nel 1158) a cui furono aggiunti gli altri fino a Randido (1219-45). Incerto è il nome del vescovo nel 453. Al Concilio di Vannes ca. l'anno 465 il vescovo è Albino o Liberale; Corentino nella sua tarda biografia è dato quale primo vescovo della diocesi: è festeggiato il 12 dic. Felice fu presente nell'855 a Thionville e ca. l'anno 848 si recò a Roma da Leone IV. Anaweten è ricordato in documenti dell'857 e 859. Un secondo Felice è del tempo del Sinodo di Soissons (866). In epoca più recente si ricordano il card. Nicola Caetani di Sermoneta (1538-1585), Philippe de La Chambre, cardinale di Boulogne (1546-50). La diocesi, soppressa dalla Rivoluzione Francese, fu ristabilita dal Concordato del 1802 (Cornouilles e St-Pol de Léon, e piccola parte della diocesi di Tréguier e di Vannes). Dal 1802 al '59 fu suffraganea di Tours e da tale anno di Rennes.

La Cattedrale, dedicata a s. Corentino, fu costruita tra gli anni 1230-1515, con interruzione dal 1336 al 1440; è disposta sopra l'anteriore edificio romanico. Offre il caratteristico gotico bretone, con reminiscenza normanna nel coro che presenta una deviazione verso sinistra. L'interno lungo 92 m. è alto 20 m. è diviso all'ingresso da due forti pilastri rotondi, nel resto da fasci di colonne sottili; il coro è a pilastri quadrati; l'altar maggiore, in bronzo dorato e smalti, è moderno; nella cattedra i pannelli rappresentano episodi della vita di s. Corentino; le finestre hanno vetrate istoriate della prima metà del sec. XV in parte restaurate. Nella Cattedrale sono i sepolcri dei vescovi: Even de la Forêt (1290); G. de Monceaux (1416); B. de Romadec (1445), A. Le Maout (1493); Le Moël (1501), Sergent (1781), Graveran (1854), Nouvelle (1887), Lamarche. L'esterno in gotico è del 1425, con grande portale centrale e due torri alto 76 m., vi è una statua equestre rifatta dal re Gradlon. Le sculture del portale centrale sono in parte deteriorate, vi si distingue il leone dei Montfort sorreggente le bandiere di Bretagna; meglio conservato è il portale destro detto di S. Caterina con Adorazione della Vergine e statuette della Santa. L'episcopio, eretto in gran parte dal vescovo mons. C. de Bohon (1508-40), è trasformato in Musée départemental breton. Nell'e Hôtel de ville sono la Biblioteca e il Musée de Beaux-arts. Nel sobborgo di Q. si trova Locmaria, abitata nell'età romana e ricordata in documenti del sec. XI quale civitas Aquilonia. La sua chiesa, in origine un' priorato, è un edificio romanico del sec. XI con

coro e transetto del XII. Nella facciata fu aggiunto un portico del sec. XIV e aperta una finestra nel XV; la torre quadrata è dell'XI sec. con bifore. L'interno a tre navi è ad archi romanici; conserva una statua lignea di s. Pietro del sec. XVI. Avanzi del chiostro del sec. XII e del priorato sono a destra della facciata. A Q. nacquero il ven. M. La Nobletz, domenicano (1577-1652); il b. J. Maunoir, S. J. (1603-83); il p. gesuita Hardouin (1646-1729); l'esploratore De Kerguelen (1731-97); il medico Laënnec (1781-1826).

St-Pol. - Il monaco gallese Paolo Aureliano, venuto dalla regione di Glamorgan, dopo aver fondato alcuni monasteri nell'isola di Ouessant si stabilì nel luogo che oggi porta il suo nome dove istituì un monastero in un castrum romano, che poi divenne sede della diocesi favorita dal conte bretone Withur e di cui Paolo fu il primo vescovo. Suoi successori furono Cetomerino, Liberale, Clutwino (851-57), un altro Liberale (ca. 866) e Hinvereto. In seguito si ricordano G. de Hersauzon (1327); R. De Neuville (1562-1613); F. Visdelou (1661-71); De La Marche (1776-92) m. a Londra nel 1806. La diocesi fu soppressa nel 1792.

L'antica Cattedrale è una delle più notevoli chiese della Bretagna, con navate in stile ogivale del XIII e XIV sec., coro e transetto rifatti tra il 1431-50; doppio deambulatorio del sec. XVI. Nel transetto resti di pitture con figure di angeli; nel coro 69 stalli del 1512 con rappresentazioni di animali, fogliami, figurine umane e decorazioni gotiche. Vi si notano i monumenti funerari dei vescovi di St-Pol: G. de Hersauzon; R. de Neuville; De Rieux-Sourdéac; F. Visdelou; De La Marche. Alcune vetrate sono del sec. XVI. La facciata occidentale è del sec. XIII con due torri quadrate della fine dello stesso secolo. La facciata sud ha un portico a quattro campate a volte ogivali del sec. XIII, ma con porte geminate del XV (L. Th. Lecureux, St-Pol-de-Léon, La Cathédrale, Parigi s. d.).

Nell'interno della diocesi di Q., tra i due fiumi Isole ed Ellé nella borgata Anaurol, s. Guntierno, principe di Cambria, fondò nel sec. VI un eremo dove poi venne sepolto. Nel 1029 Alberto Cagniart, conte di Cornovaglia, vi fondò l'abbazia benedettina della S. Croce che ebbe per primo abate s. Gurloès (m. nel 1057); intorno al monastero venne a formarsi un centro abitato Quimperlé. La chiesa di S. Croce fu eretta tra il 1029-83 imitando la disposizione del S. Sepolcro di Gerusalemme. Nella rotonda centrale è disposta l'altare maggiore sopraelevato circondato da un deambulatorio circolare con tre absidine e un portico a forma di croce. Le colonne portano capitelli scolpiti con uccelli e animali. Il « Jubé » del 1541, quantunque mutilo, offre sculture in pietra bianca di Tallebourg (Saintonges) rappresentanti la Madonna, gli Evangelisti, i busti di otto profeti e otto teste di Padri della Chiesa; in alto G. Cristo in gloria. La cripta sottostante è a tre navate e contiene il sepolcro di s. Gurloès. L'abbazia passò nel 1665 alla Congregazione dei Maurini (Cottineau, II, coll. 2390-91).

Tra i santi venerati nella diocesi è s. Hiltutus (Iltut o Ydeuc) discepolo di s. Cadoc e fondatore del monastero di Lan-Iltut; s. Guengalaenus o Guenolé, fondatore dell'abbazia di Landevennec, che fu distrutta dalla Rivoluzione Francese; non rimangono che avanzi di una cappella del sec. XI, il portale romano, fusti di colonne, l'ambito del coro con tre cappelle e l'abside con la tomba di s. Guenolé; vi fu pure il sepolcro del re Gradlon; la statua in granito di s. Corentino fu posta dall'ultimo abate regolare Tangry du Vieux-Chastel (m. nel 1522).

BIBL.: Bulletin de la soc. archéol. du Finistère, dal 1874; Bull. diocésain d'hist. et archéol. du diocèse de Q. et Léon, dal 1901; P. Peyron, Cartulaire de l'Église de Q., Parigi 1909; L. Duchesne, Faites épiscopaux de l'ancienne Gaule, II, 2e ed., ivi 1910, p. 371; H. Vaquet, Le Musée breton de Q., ivi 1926; A. Masseron, Q., ivi 1928; Guide de la France chrét. et missionn. 1948-49, ivi 1948, pp. 378-79, 702-705, 1083-86. Enrico Josi
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“QUIMPER, DIOCESI DI.” Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), p. 253. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/quimper-diocesi-di.