RADBODO, SANTO

RADBODO, santo. — Vescovo di Utrecht, m. a Deventer il 29 nov. 917.

Da giovanetto frequentò la Scuola palatina presso lo zio Guntero, arcivescovo di Colonia, passando poi a quella di Carlo il Calvo, dopo la sfortunata vicenda dello zio e di Lotario a Fontanay (841). Per le sue doti nell'899 venne eletto dal clero e dal popolo di Utrecht a vescovo di quella città. Non era passato un anno dalla sua consacrazione episcopale e dalla sua possessione canonica, che, in seguito all'oppressione normanna esercitata contro la sua chiesa titolare, R. dovette trasferire la sua sede a Deventer, ove morì dopo aver scritte molte composizioni omelitiche (PL 132, 547-58; Anal. Boll., I [1882], pp. 104-111), il noto elogio a s. Martino (MGH, Script., XV, pp. 1230-44) e varie poesie sacre e profane (MGH, Poëse lat. medii aevi, IV, pp. 160-73). Festa il 29 nov. 1733, p. 26-32; MGH, Script., XV, pp. 569-71; Vita s. R., in Anal. Bolland., 6 (1887), pp. 5-15; BHL, 1023; Maniutus, I, p. 603, III, pp. 83-86.