RADIAZIONI

RADIAZIONI. - Con il nome generico di r. si può indicare sia il flusso di particelle o corpuscoli sia quello di onde elettromagnetiche: si ha cioè una r. corpuscolare e una r. elettrom. Le sostanze radioattive naturali emettono r. corpuscolari α, β e onde elettrom. γ. Tutti i corpi incandescenti emettono r. elettrom.; allo stesso tipo di r. appartengono pure le onde hertziane e i raggi X.

I. CORPUSCOLI

L'energia E dei corpuscoli dipende dalla loro massa m e dalla loro velocità v (E = ½ m.v²). La velocità v dei corpuscoli non può superare la velocità c della luce; quando v è poco inferiore a c l'energia risulta rappresentata da una formula diversa da quella indicata. Le r. corpuscolari possono essere costituite da elettroni emessi da sostanze radioattive oppure accelerati da opportune differenze di potenziale: la loro energia è misurata dalla carica e moltiplicata per il potenziale acceleratore V ossia un eV (elettron volt). Gli ioni hanno una carica eguale o multipla di quella dell'elettrone (ad es., protoni e deutoni hanno carica e; le α, 2 e ecc.); r. corpuscolari costituite da acceleratore hanno quindi una energia doppia di quella degli elettroni accelerati con la stessa differenza di potenziale. Le α delle sostanze radioattive naturali hanno energia di alcuni milioni di eV; i corpuscoli che fanno parte della r. cosmica arrivano ad energie superiori ai miliardi di eV; con le moderne macchine acceleratrici (ciclotroni, betatroni, bevatroni, ecc.) si possono accelerare corpuscoli sino ad energie di milioni e miliardi di eV.

II. ONDE ELETTROMAGNETICHE

Tutte le onde elettrom. hanno in comune la velocità di propagazione c che nel vuoto è di ca. 300.000 km/sec. Si differenziano invece per la lunghezza d'onda λ e per la frequenza ν. Essendo λν = c, alle maggiori lunghezze d'onda cori- spondono le minori frequenze e viceversa. Classificate in ordine crescente di λ e onde elettrom. comprendono: a) onde elettrom. dei raggi cosmici; b) r. γ emesse dalle sostanze radioattive; c) r. X prodotto negli speciali tubi dall'urto degli elettroni accelerati contro la materia; d) r. ultraviolette, visibili, infrarosse emesse da tutti i corpi incandescenti; le r. elettrom. percepibili con il senso della vista sono le più importanti e le più anticamente note in quanto utilizzate per questa primaria funzione, ma dal punto di vista fisico non si differenziano, a parte le λ e le ν, dalle altre r. elettrom.; e) le onde hertziane ottenute per la prima volta da Hertz ed oggi largamente usate nelle radiocomunicazioni di ogni genere.

Si usa dire «spettro» di una r. l'estensione delle λ che la compongono. Un corpo solido o liquido incande- scente emette uno spettro continuo ossia le r. da esso emesse comprendono tutte le λ possibili. Spettro visibile è l'in- sieme delle r. percepibili dall'occhio umano. Esso abbraccia tutte le λ da 0,4 a 0,8 micron (1 micron = 1/1000 di mm.). Le r. visibili di diverso λ sono percepite dall'occhio con diverse sensazioni di colore. Come fra 0,4 e 0,8 micron esistono infinite λ così esistono infiniti colori; essi sono stati classificati da Newton in 7 regioni convenzionali (rosso, aranciato, giallo, verde, azzurro, indaco, violetto). Lo stesso Newton ha potuto dimostrare che la luce bianca solare è costituita di r. di tutti i colori, scomponendo la stessa luce mediante un prisma.

Le r. elettrom. costituiscono una forma di energia (energia raggiante) che si propaga con la velocità c. Quando si controlla o si misura tale energia, essa appare concentrata in tanti granuli di energia detti «quanti» o «quanta», il cui valore dipende dalle v e precisamente E = h.v, essendo h una costante universale (costante di Planck) eguale a 6,6.10⁻²⁷ erg. sec. L'energia dei quanti dipende quindi dalla v della r. alla quale ap- partengono. Tale energia si suole misurare in eV; hanno energia dell'ordine di 1 eV i quanti di luce visibile, mentre i quanti delle r. X arrivano dai 100.000 eV ai 10 milioni di eV (ossia a 10 MeV).

Nel caso di corpi solidi o liquidi incandescenti la distribuzione spettrale dell'energia raggiante emessa di- pende soprattutto dalla temperatura del corpo. Tale di- stribuzione spettrale è indicata in figura per le diverse temperature assolute T del corpo emittente (si può ri- tenere che 3000 K sia la T del filamento di una lampa- dina, 6000 K la T della superficie del sole, 600.000 K quella del globo incandescente di una bomba atomica). Da notare che il massimo delle tre curve cade rispettiva- mente nella regione infrarossa, visibile, ed X dello spettro. Più esattamente la legge di Wien stabilisce che il λ massimo (λm) è inversamente proporzionale alla T ossia λm = 2900/T (2900 micron gradi = costante di Wien). Ad es., per il sole l'energia raggiante presenta un massimo per λ = 2900: 6000 = 0,48 micron che corrisponde alla luce giallo-verde. L'energia totale emessa (per tutte le lunghezze d'onda) risulta proporzionale alla 4⁰ potenza della T (ossia a T⁰). Un cm² della bomba atomica sup- posta ad una T cento volte maggiore del sole, emette un'energia 100⁴ = 100 milioni di volte maggiore di 1 cm² di sole. I corpi gassosi incandescenti emettono uno spettro discontinuo ossia r. appartamenti ad alcune λ; ad es., i vapori di sodio emettono nello spettro visibile solo r.

gialle di λ = 0,589 micron, l'idrogeno emette 4 r. visibili di colore rosso, azzurro, indaco, violetto (con λ = 0,656; 0,486; 0,434; 0,410 micron).

III. RIVELAZIONE DELLE R

Le r. si rivelano in base agli effetti da esse prodotti. L'occhio è il rivelatore naturale delle r. elettroni. Che costituiscono lo spettro visibile. In generale se un corpo assorbe una r. qualsiasi trasforma l'energia di essa in calore, ossia può rivelare la stessa mediante il suo riscaldamento (coppia termoelettrica). In qualche caso la r. incidente provoca una fuoriuscita di elettroni (effetto fotoelettrico) utilizzato nella cella fotoelettrica oggi largamente usata nel cinema sonoro, nella televisione ecc. Le r. elettroni, e le corpuscolari possono, infine, produrre fluorescenza, fosforescenza, ionizzazione, annerimento di emulsioni fotografiche ed altri effetti fisico-chimici. Tito Franzini