RADIC, STJEPAN. - Uomo politico croato, fratello di Ante, n. a Trebarjevo Desno l'11 giugno 1871, m. a Zagabria l'8 ag. 1928. Ancora studente fu più volte arrestato ed infine allontanato dall'Università di Zagabria (1895) per ragioni politiche.
Studiò quindi a Praga, e poi dal 1897 al '09 a Parigi, ove si laureò in scienze politiche discutendo la tesi su La Croatie actuelle et les Slaves du Sud (Parigi 1899). Visitò varie volte i principali centri europei (Parigi, Londra, Vienna, Praga e Mosca), come pure innumerevoli villaggi della Croazia sempre facendo propaganda delle sue idee sociali e politiche. Con il fratello Ante fondò il Partito contadino popolare croato (1904), che ben presto divenne la più forte corrente politica. Nel 1919 inviò alla Confederazione della pace in Versailles un memoriale chiedendo anche per i Croati il diritto di autodecisione. Pur essendo credente, nei rapporti verso la Chiesa non seppe mostrarsi immune da forti tendenze laicistiche. Dapprima nella lotta contro gli Ungheresi e poi dopo il 1918 contro l'egemonia ed il centralismo serbo, R. si affermò come te-mibile avversario politico, sicché il 20 giugno 1928 venne ferito mortalmente nel Parlamento di Belgrado dal deputato serbo Puniša Račić. Fu anche fecondo scrittore politico sociale.