RAIMONDO NONNATO, santo. - Le notizie biografiche e sul culto di s. R. sono di origine tardiva e assai incerte. Dal modo insolito con cui vide la luce, R. si ebbe l'appellativo di N. Oriundo da Portell in Catalogna, a ca. 20 anni d'età (1220) si scrisse all'Ordine, allora appena fondato, dei Mercedari.
Si dedicò tutto alla liberazione e conversione degli schiavi, specialmente in terra spagnola occupata dai Mori. Dopo una missione a Roma per patrocinare una causa del suo Ordine, R. N. passò in Algeria per la redenzione di altri infedeli prigionieri. Rimasto ostaggio egli stesso in loro favore, mentre in Spagna si raccoglievano le offerte per la sua ed altrui liberazione, R. N. sopportò eroicamente inauditi tormenti, fra cui celebre anche la perforazione delle labbra. Per la fama di tanta sua virtù Gregorio IX pensò di innalzarlo alla dignità cardinalizia (1239) e a volerlo per consigliere in Roma. Mentre per obbedienza R. N. si incamminava alla volta dell'Urbe, morì a Cardona, venendo poi sepolto nella chiesetta di S. Nicola, che per il suo culto fu presto trasformata in santuario. Il giorno probabile della sua morte (31 ag. 1240) venne fissato come data della festa, che però solo su ordine di Alessandro VII, nel 1657, venne inserita nel Martirologio romano; Innocenzo XI nel 1667 ne estese la festa a tutta la Chiesa.