RAIMONDO MARTINI. - Teologo e missionario domenicano, n. a Subirats (Catalogna) nel 1220 ca., a Barcellona dopo il luglio del 1286. Religioso dal 1236, fu inviato, con un gruppo di confratelli, a Tunisi per fondarvi una scuola di arabo (1250). Il 27 marzo 1264, a Barcellona, il re Giacomo di Aragona gli affidò l'incarico di esaminare gli scritti degli Ebrei. Dal 1268 al 1269 fu di nuovo missionario presso i Mori, a Tunisi. Nel 1281 insegnò ebraico a Barcellona.
Profondo conoscitore delle lingue e del mondo arabo ebraico, dedicò tutta la sua vita alla loro conversione. A tale scopo scrisse varie opere: Explanatio symboli apostolorum, terminata nel 1257 (ed. da J. March nel 1908, V. op. cit. in bibl.), dove spiega il Credo, con costante riferimento agli Ebrei e ai Saraceni; Capistrum Judaeorum, scritto nel 1267 (ms. Bologna, Bibl. Univ., cod. Lat. 1675; Parigi, Bibl. naz., cod. Lat. 3643), dà la prova delle profezie messianiche e conforta le obiezioni dei rabbini; Pugio fidei adversus Mauros et Iudaeos, terminato nel 1278 (Ortona 1518, Basilea 1550, Francoforte 1561), una specie di Summa apologetica. Quanto alla dottrina, R. nel- l'Explanatio sembra ispirarsi più a s. Agostino e ad Abelerado, nel Pugio invece si ispira a s. Tommaso e precisamente alla Summa contra Gentiles, che alle volte riproduce alla lettera.