Enciclopedia Cattolica vol. X, 1953 Filosofia

RAMO (RAMUS, DE LA RAMÉE), PIERRE

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Noto anche come: inglese: Peter Ramus; latino: Petrus Ramus

RAMO (RAMUS, de la RAMÉE), PIERRE. - Umanista francese, n. nel 1515 a Cuth (Soissons) e perito il 3º giorno della strage di S. Bartolomeo (26 ag. 1572).

Nutrito di studi classici, si disgustò presto della filosofia aristotelica ancora predominante. La lettura di Senofonte e di Platone lo innamorò del metodo socratico. Appena ventenne si addottorò in artibus (1536) con una disputa in cui prese a sostenere che «quaccumque ab Aristotele dicta essent, commentitia essent». Insegnò dapprima nel Collegio di Mans a Parigi, poi aprì una propria scuola al Collegio dell'Ave Maria, per l'insegnamento della retorica, accompagnato dalla lettura e commento dei classici greci e latini. All'insegnamento della retorica ricondusse ben presto, sull'esempio di Lorenzo Valla e di Lodovico Vives, quello della dialettica che egli s'adoprò a liberare dal formalismo scolastico. Nel 1543 pubblicò a Parigi le Dialecticae partitiones (ripubblicate poi nel 1553 col nuovo titolo Institutionum dialecticarum II. III) e le Aristotelicae animadversiones. Attaccati da Pietro di Perim della Sorbona e dal giurista portoghese Antonio di Govea, i due scritti furono censurati dalla facoltà di teologia e soppressi con decreto reale del 1º marzo 1544, mentre l'Università chiedeva per l'autore di essi la galera. Sospeso dall'insegnamento, fu incaricato di riordinare il Collegio di Presles, che sotto la sua direzione divenne uno dei più fiorenti dell'Università parigina, sì che ben presto egli divenne bersaglio di nuove accuse. Con la protezione del card. di Lorena, fu creata per lui una cattedra al Collège Royal (1551), ove pronunciò la celebre prolusione Pro philosophica disciplina dinanzi a duemila ascoltatori. Da questa cattedra egli prese a trattare, una dopo l'altra, tutte le arti liberali, la filosofia naturale e la metafisica. Nel 1554 fu attaccato da Giacomo Charpentier, che scrisse le sue Animadversiones in II. III institutionum dialecticarum P. Rami, e nel 1566 le Orationes contra Ramm; lo Charpentier fu il suo più implacabile nemico.

Il R. ritiene la logica aristotelica artificiosa, e, dotato com'è di spirito umanistico, si propone un ritorno alla logica naturale, innata in tutti gli uomini e rappresentata dal metodo socratico nei dialoghi di Platone. Al centro di questa dialettica sta la domanda, cioè il problema che l'uomo via via è condotto a porsi intorno a un determinato argomento e che risolve per mezzo della ricerca (l'inventio con i suoi loci communes) e del giudizio che si esplica nei suoi tre gradi: il sillogismo, il sistema, la riduzione di tutte le scienze a Dio. Questa riforma umanistica della dialettica tende a sostituire all'«analitica» aristotelica la ciceroniana «invenzione» oratoria. Con l'esercizio appunto del parlare e dello scrivere la logica naturale si perfeziona e diviene arte.

Nel 1561 il R. aderiva al calvinismo. Durante la prima guerra di religione, costretto ad abbandonare Parigi, vi ritornò dopo la Pace d'Amboise (1563), per riprendere le lezioni al Collège Royal. Durante la seconda guerra civile si rifugiò presso il principe di Condé. Minacciato di rappresaglie, lasciò la Francia (1568) e si diede a visitare le università riformate della Svizzera e della Germania. Ritornato a Parigi si trovò cacciato dalla direzione del Collegio di Presles e destituito dall'insegnamento al Collège Royal. Invano risorse al card. di Lorena, invano sperò d'essere accolto a Ginevra ove il Bezza era troppo sospettoso dello spirito d'indipendenza che il R. dimostrò anche nella Defensio pro Aristotele (Losanna 1571), contro il rissoso teologo protestante Jakob Schenk. Il suo assassinio è dovuto alla denuncia dello Charpentier.

Bibliografia9 opere
BIBL.: per la vita, le opere e le dottrine del R., v. quanto ne scrive Teofilo Basonio nell'ed. da lui curata dell'opera postuma del R., Commentariorum ae rel. christ. II. quatuor, Francoforte sul Meno 1576; G. Rigollot, nella Nouv. biogr. univers., XLI coll. 570-76; Ch. Waddington, De P. R. vita, scriptis, philosophia, Parigi 1849; id., R. sa vie, ses écrits et ses opinions, ivi 1855 (elenco dei 50 scritti del R.); Ch. Desmaze, P. R. prof. au Coll. de France, sa vie, ses écrits, sa mort, ivi 1864; P. Lobstein, P. R. als Theolog, Strasburgo 1878; M. Guggenheim, Beitr. zur Biogr. des P. R., in Zeitschr. f. Philos., 121 (1903), pp. 140-53; E. P. Graves, P. R. and the educational reformation in the 16th century, Londra 1912; E. Rosen, The R.-Rheticus correspondence, in Journal of the hist. of ideas, 1 (1940), pp. 363-68.

Bruno Nardi

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), coll. 515–516.

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Nardi, Bruno. “Ramo (Ramus, de la ramée), pierre.” In Enciclopedia Cattolica, vol. X, coll. 515–516. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/ramo-ramus-de-la-ramee-pierre.

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Nardi, Bruno. “Ramo (Ramus, de la ramée), pierre.” Enciclopedia Cattolica, vol. X, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 515–516. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/ramo-ramus-de-la-ramee-pierre.

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