RAMMOLLIMENTO CEREBRALE

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RAMMOLLIMENTO CEREBRALE. - Il concetto di r. c. è abbastanza preciso e definito da un punto di vista anatomo-patologico, molto meno invecchiato da un punto di vista patogenetico e clinico. Si intende per r. c. un'alterazione della sostanza cerebrale che compare a focolai di varia grandezza, talvolta unici, più spesso multipli, talvolta così diffusi da interessare il cervello in toto.

Il r. non è un'alterazione esclusiva e peculiare della sostanza cerebrale, potendo interessare anche gli altri organi, e consiste essenzialmente in un focolaio di necrosi cui segue generalmente un processo riparativo, per il quale gli elementi cellulari distrutti vengono eliminati e sostituiti con tessuto fibroso di riempimento. La sede, la grandezza, l'unicità o la molteplicità, lo stadio, recente o tardivo in cui si osserva, rendono molto diverso il quadro del r. c. Un focolaio recente appare ad occhio nudo come una zona di varia grandezza a limiti indistinti, di colore bianco-giallastro (r. bianco o necrosi ischemica) o tendente al bruno (r. rosso o infarto emorragico) di consistenza molle o comunque diminuita rispetto al circostante tessuto sano. La parte centrale si colliqua, e si rammollisce, mentre alla periferia si forma un tessuto fibroso-cicatriziale che può circondare ed isolare dal resto del parenchima la parte colliquata (formazione di una cisti) o eliminarla o sostituirla (sclerosi). La sclerosi rappresenta l'esito di un processo reattivo del tessuto di sostegno o gliale (reazione gliale) nei confronti della zona rammollita. Per quanto sia tuttora oggetto di discussione il mec-

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canismo con cui si forma, il r. c. può, per semplicità, essere attribuito ad un disturbo del circolo sanguigno che comporti una diminuzione dell'afflusso ematico alla sostanza cerebrale: l'area interessata risente del difetto di nutrizione e va in necrosi. Il r. c. è, per questo, appannaggio delle malattie che interessano i vasi cerebrali e fra queste soprattutto l'arteriorcelsori di cui rappresenta la manifestazione più tipica e aperta. L'arteriorcelsori dei vasi cerebrali consiste in un'alterazione delle pareti vasali che comporta la formazione di isole di sostanze grasse (degenerazione grassa), la deposizione di sali di calcio (ateromi), la perdita del tessuto elastico con neoformazione secondaria di tessuto connettivo (sclerosi). I vasi diventano rigidi, duri, il loro lume sempre meno perivo per il sovrapporsi di placche ateromatose o per la formazione di trombi. La diminuzione dell'apporto di sangue al parenchima cerebrale può essere brusca ed estesa (come per l'occlusione trombotica di una grossa arteria), e si hanno allora i grossi r. che interessano larghe aree di tessuto cerebrale, mentre l'occlusione più o meno completa e graduale dei piccoli vasi, diffusa a volte a tutto il cervello, comporta la formazione di piccoli diffusi rammollimenti multipli, di piccole aree di atrofia intorno ai vasi (è stato lacunare).

La sintomatologia clinica è essenzialmente neurologica (v. MALATTIE) e psichica; quest'ultima è più pronunciata e tipica nei r. multipli dell'arteriorcelsori generalizzata. I sintomi neurologici sono in stretto rapporto con la sede del r.: frequenti le impieghi, le emiponosi, le afasie. Molto spesso i focolai di r. sono bilaterali ed allora si hanno alcuni sintomi nettamente indicativi di una lesione bilaterale e che rendono molto probabile per questo la diagnosi. Tra questi si citano la facies amnicia con crisi di pianto e riso spastico, le urbe della fonazione e della deglutizione, l'andatura a piccoli passi (sindrome pseudo-bulbare). Questi disturbi si instaurano in genere gradualmente e vanno soggetti ad aggravamenti ed a remissioni parziali.

La sintomatologia psichica costituisce il quadro della «demenza arteriosclerotica» i cui segni principali sono l'ipermotività ed il decadimento delle funzioni intellettive; il malato appare impressionabile, irritabile, facile al pianto, frequentemente angustato e depresso, anche per la consapevolezza del suo stato. La memoria di conservazione è elettivamente disturbata, il ricordo delle acquisizioni recenti è perduto, mentre i fatti remoti possono essere ricordati nei minuti particolari.

La diagnosi non presenta in genere difficoltà: la gradualità con cui si instaura la spessosa (ma non sempre) distingue una paralisia da rammollimento trombotico da quelle improvvise e drammatiche dovute alle emorragie cerebrali (ictus apoplectico). La demenza arteriosclerotica si distingue dalla demenza senile per la contemporanea presenza dei segni neurologici e perché quest'ultima si presenta con un decadimento globale ed uguale di tutte le funzioni psichiche.

BIBL.: K. Wilson, Neurology, Londra 1936; R. Grinker, Neurology, Baltimore 1944; A. Ceconi, Medicina interna, L. Torino 1944.