**RAMSEES** («Rà' lo ha generato») II. - Faraone della XIX dinastia, figlio di Seti I (Sethos) e della regina Teve, regnò per 67 anni dal 1299 al 1233 a. C. (cf. Fl. Giuseppe, C. Apion., I, 15, 26, 32).
Continuò l'opera di rivendicazione dell'Egitto sui territori della Palestina e della Siria, iniziata dal padre, servendosi anche forse di mercenari lici, dardani, misi, sardi ecc.; vinse una famosa battaglia a Cades (Qidsa) sull'Oronte contro il re hitita Mutallu (Muwatalli), probabilmente la prima battaglia manovrata ricordata dalla storia; essa è esaltata, insieme col sovrano, nel poema egiziano di Pentaur, di cui sono superstiti papiri e una iscrizione. Malgrado la meritata vittoria, R. II non riuscì a domare il paese così conquistato, se non dopo altri
16 anni di guerre contro i ribelli, finché fece (1290) un trattato di pace e di amicizia col nuovo re hitita Hattusil, trattato di cui rimane il testo geroglifico in una iscrizione del tempio di Amon a Karnak e in un'altra nel santuario funerario del tempio suo ad 'Adb el-Qurnah e insieme il testo cuneiforme in una tavoletta di Boghazköy. Il patto fu suggellato dal matrimonio di R. II con una figlia di Hattusil; gli scultori del portico di Abū Simbel riprodussero la scena dell'incontro del suocero col genero in questa occasione. R. II fu sepolto nella valle dei Re a Bibān el-Mulūk; ma la sua salma è attualmente al Museo del Cairo. Innumerevoli e grandiosi sono i monumenti da lui innalzati in ogni parte dell'Egitto: splendido, tra gli altri, il Ramesseo di Tebe.
Secondo molti esempi R. II si identifica con il nuovo e che iniziò l'oppressione degli Israeliti esuli in Egitto (Ex. 1, 8-22) e la cui figlia introdusse Mosè alla sua corte (ibid. 2, 9-10); avrebbe lui fatto costruire dagli Ebrei le città di R. (Pr-R'mssu) e Pithom (v. 1); ibid. 1, 11-14). Morto lui dopo molto tempo (ibid. 2, 23), Merneptah (v.) sarebbe il faraone dell'esodo (v.), contro il quale Mosè esegui la missione divina di liberare Israele (ibid. 3, 10-15, 19).