RAZIONALE (SACRA SCRITTURA). - Nome dato dalla Volgata (rationale) alla parte più sacra dell'ornamento del sommo sacerdote ebraico, che lo portava sul petto (detto perciò anche « pettorale ») « perstoribus» dei Settanta in Ex. 28, 4) quando entrava nel santuario. In Ex. 28, 15-30 si ha una descrizione minuta (cf. Eccli. 45, 10-11), che dà risalto al significato simbolico.
Consisteva in una pezza quadrangolare ripiegata a sacchetto (specie di borsa) di ricca stoffa tessuta di quattro colori e fili d'oro, come l'ephed (v.), alle cui fibbie superiori era unito mediante catenelle d'oro e fissato alla cintura con due cordicelle di giacinto. Su di esso erano incastonate, in quattro ordini per tre file, dodici pietre preziose tutte differenti, con i nomi incisi in oro delle dodici tribù d'Israele. Per tal modo il pontefice, nell'atto più solenne delle sue funzioni, portava « i nomi dei figli d'Israele sopra il suo cuore... per ricordo continuo davanti a Jahweh » (Ex. 28, 29). Ma la maggiore prerogativa del r. era di racchiudere gli 'THAMMUZ (v.), « luce e perfezione », donde il pontefice traeva i responsi di Jahweh nelle circostanze importanti. Per questa sua destinazione è chiamato nell'originale ebraico hôšen hann-mifâq (o semplicemente hôšen, d'incerta etimologia, forse equivalente a « borsa » o « ornamento ») ossia « borsa delle decisioni divine » (λογεῖον τῶν χρόσεων « oracolo dei giudizi »; Volgata rationale iudicii; Simmaco δόξον « borsa »; Flavio Giuseppe e altre versioni greche semplicemente λόγιον « oracolo »).
Sembra che il r. sia di origine egiziana: difatti vari personaggi dell'antico Egitto hanno una specie d'ornamento a forma di trapezio o quadrato pendente dal collo sopra il petto (notevole quello ritrovato sopra la mummia della regina A'ah-hôpet, madre di Amosis I, fondatore della XVIII dinastia, 1580-1558 a. C.; è a forma di tempietto finemente lavorato con simboli e figure e pietre preziose incastonate a musaico).