REGOLAZIONE (IN BIOLOGIA)

REGOLAZIONE (in BIOLOGIA). - Si considera
con questo termine uno dei fenomeni fondamentali
dei viventi, per cui un organismo tende a « regolare »
le eventuali modificazioni anatomiche e fisiologiche,
così da riportarsi alla integrità iniziale.

Il termine è stato introdotto in embriologia (Driesch)
per indicare la proprietà di parti embrionali (blastomeri
isolati) che si sviluppano anziché in una parte di individuo,
in individui completi. Così le prime cellule di un germe
che riunite insieme avrebbero data una sola unità, iso-
late si regolano, e ognuna produce, oltre alla parte che
avrebbe normalmente data, anche le altre, così da dar
origine ad un individuo completo. Sperimentalmente
questo fenomeno è stato prodotto in un gran numero di
animali riuscendo ad ottenere, ad es., nelle meduse,
sedici individui da un solo uovo (Zoia). La r. dei
blastomeri di un singolo uovo avviene anche sponta-
neamente in molti animali e nell'uomo. Tale è il caso dei
gemelli monocortali umani, perfettamente identici e, na-
turalmente, dello stesso sesso. Ma vi sono casi in cui il
fenomeno è la normale regola di riproduzione: un esem-
piotra i mammiferi è la tatusia, un armadillo, che normal-
mente partorisce sino a 12 embrioni monovulari (poliem-
brionia), e tra gli insetti alcuni imenotteri che detengono
il primato con la produzione di migliaia di individui da un
solo uovo (Litomastix). Per i problemi che possono sorgere
in rapporto alla specie umana vedi ANIMAZIONE.

Così è stato sperimentalmente dimostrato che la r.
si effettua anche in senso inverso: se cioè si fondono due
uova (esperienze nel tritone) si forma un solo individuo:
un solo individuo che può avere due padri e due madri!

La r. che nei primi stadi di sviluppo può essere com-
pleta (vi sono uova in cui ciò non avviene per la precoce
differenziazione delle parti ovulari: uova a musaico) va,
con lo sviluppo, limitandosi ai soli fenomeni rigenerativi;
e questi sono di norma maggiori nei bassi gradini della
scala dei viventi e si limitano nei più elevati, riducendosi
nei mammiferi e nell'uomo a possibilità rigenerative lo-
calizzate e ai fenomeni di cicatrizzazione. Nelle piante
la possibilità di riproduzione di individui da parti del
corpo (talee, barbatelle, ecc.) è possibile, ma nelle piante
non vi è una stretta individualità e ogni gemma ha il va-
lore potenziale di un individuo. Negli animali inferiori
(celenterati, vermi, ecc.) vi è sovente la possibilità della
riproduzione vegetativa, ma essa è diversa da quella ve-
getale ora citata perché non è in relazione ad unità presis-
stenti quali le gemme delle piante. La formazione di gemme
è un modo attivo di riproduzione che dimostra la totipo-
tenza di gruppi cellulari anche nel corpo dell'animale
adulto e differenziato. Di particolare interesse è la ri-
produzione di più individui da un solo individuo mediante
la resezzione di questo in più parti, come può essere praticata
in un lombrico. Qui la rigenerazione è il processo che per-
mette alle varie parti di riacquistare le parti mancanti.

Nei vertebrati, la rigenerazione non permette nel-
l'adulto di ricostituire più individui da un individuo, ma

permette la riparazione anche di organi complessi quali la coda e gli arti dei tritoni, la coda delle lucertolle, ecc. Questo processo rigenerativo che permette la r. dell'individuo menomato diviene sempre più limitato salendo la scala zoologica e così nell'uomo la rigenerazione è solo parziale (ghiandole connettive, tessuto osseo, ecc.) mentre prevale la cicatrizzazione, che, se da un lato è anch'esso un fenomeno rigenerativo, dall'altro è un fenomeno che si oppone alla rigenerazione. Così, se ad un tritone a cui si sia amputata la coda si cuciono i lembi, così da favorire la cicatrizzazione, non si ha più la rigenerazione della coda. Fenomeni regolativi si hanno anche nel campo fisiologico, quando, alterate le condizioni morfologiche che non permetterebbero una normale funzione, si riequilibra l'attività fisiologica con la messa in atto di processi vicarianti.

Il fenomeno della r. sembra rispondere perfettamente ad un principio finalista che posti all'armonia anatomica e funzionale dell'unità organica. Tuttavia molti autori, basandosi su fatti che sembrano contrastare questo principio, hanno voluto escludere la finalità della r. Gli esempi sono molti, basti pensare alle formazioni bicefale e ai gemelli siamesi, più o meno uniti anatomicamente, e ai fenomeni della iperrigenerazione. Sia nelle mostruosità doppie sia nelle iperrigenerazioni la r. non ha portato certo ad un equilibrio. Ma basta ciò per escludere un principio finalista nella r.? Sembra di no, perché in questi casi vi è la ragione del mancato equilibrio raggiunto: l'organismo tende sempre con la r. a questo equilibrio, ma se le condizioni materiali non lo permettono ciò non si può esplicare. Così nei casi delle formazioni doppie si sa che ciò è dovuto alla imparziale separazione dei blastomeri; nelle iperrigenerazioni, quale, ad es., la rigenerazione plurima di arti, si sa che fattori sperimentali o accidentali hanno provocato una suddivisione del blastema rigenerativo. Così nelle forme superiori, pur essendovi la tendenza alla r., essa si presenta assai modesta, ma ciò in relazione all'elevato grado di differenziamento citologico che limita le possibilità riproduttive e pluripotenziali delle cellule.

È stato detto che la r. non è un fenomeno limitato ai viventi: anche nel mondo inanimato vi sarebbero fenomeni regolativi. Così un cristallo rotto, immerso nella soluzione madre, finisce per riparare la ferita. Ma in realtà si tratta di un processo profondamente diverso: nel cristallo si tratta di sovrapposizione di molecole che dalla soluzione madre si depositano con ordine sulle molecole ordinate del cristallo, con un fenomeno di gustapposizione che può essere considerato simile all'assestamento ordinato di palline in una scatoletta; nella rigenerazione dei viventi la parte si forma per intrinseca attività secondo un piano intrinsecamente determinato.

BIBL.: C. Cotronei, Biologia e zoologia generale, Roma 1938; B. Durken, Biologia dello sviluppo e olismo, trad. it., Firenze 1943. Alberto Stefanelli
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“REGOLAZIONE (IN BIOLOGIA).” Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), p. 395. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/regolazione-in-biologia.