REGULA MAGISTRI. - Regola monastica di autore ignoto (non ignaro di lettere e un po' troppo
astratto nella formulazione dei precetti disciplinari), la cui datazione oscilla fra gli inizi del sec. V e il sec. VII, così chiamata perché espressa in forma dialógica tra un discipulus, che all'inizio di ogni capitolo propone un argomento, e un magister (figura alquanto diversa dall'abate), che risponde sviluppando i vari punti della Regola.
Riprodotta parzialmente nella Concor-dia Regularum di Benedetto d'Aniane e ricordata nei Commentaria in Regulam s. Benedicti di Smaragdo, essa fu ritenuta a lungo di origine franca: di recente però M. Cappuyns (L'auteur de la R. M. Cas-siodore, in Recherches de théol. ancienne et médiéval., 15 [1948], pp. 209-68) ha sostenuto la tesi che ne sia autore Cassiodoro e che rappresenti la Regola del Vivarium. A parte questa teoria, l'importanza della R. M. sta nel fatto che i capp. 1-10 presentano tali analogie e consonanze verbali con il prologo e i capp. 1-7 della Regola di s. Benedetto da postulare un rapporto di dipendenza: si discute però sulla priorità dell'una o dell'altra. La dis-posta ebbe inizio dalle ricerche di A. Généestout sul testo dalla Regola benedettina: il suo primo articolo sull'argomento (La Règle du Maître et la Règle de st Benoît, in Revue d'ascét. et de myst., 21 [1940], pp. 51-112) è tuttavia posteriore ad altri sullo stesso tema, per aver gli comunicato in precedenza ad alcuni studiosi il suo pensiero. Alla soluzione del problema recherà pro-babilmente valido contributo l'edizione critica della R. M. in corso di preparazione.