REICHENAU

REICHENAU. - Detta « Augia dives », isola sul lago di Costanza, riunita alla terraferma mediante una diga; oggi appartiene al Baden. Fu sede di una sto-rica abbazia benedettina.

Carlo Martello nell'anno 724 donò al vescovo Pir-mino l'isola di Sindlezzeisan situata sul Reno presso il lago di Costanza. Pirmino vi fondò un monastero benedettino detto poi « Augia dives » (R.). Il testo autentico del diploma di Carlo Magno è stato restituito da K. Brandi da un falso del sec. XII (Die Gründung der Abtei R., I, Monaco di Baviera 1925, p. 10 sgg.). Pirmino si occupò anche della fondazione di Hornbuch, dove morì nel 754; l'epitaffio è conservato da Rabano Mauro (MGH, Poëtae latini aevi Carolini, II, p. 224). Sulla sua figura V. I. Perez, S. Pimenio, in Boletín de la R. Academia de la historia, 77 (1920), p. 132 sgg.; G. Jecker, St. Pir-mins Herkunft und Mission in der Kultur der Abtei R., I, Monaco di Baviera 1925, pp. 19, 36; id., Die Heimat des hl. Pirmins, des Apostel der Alamannen, in Beiträge zur Geschichte des alten Mönchtums und des Benediktinerordens, XIII, Münster 1927.

Successore di Pirmino a R. nel 727 fu Heddo che introdusse la Regola benedettina; nel 734 fu eletto ve-scovo di Strasburgo. Seguirono gli abati Kebe (734-36), Arnefrido (736-46), Sidonio (746-60), Giovanni (760-82), Pietro (782-86), Waldo (786-86), che fu anche vescovo di Pavia e di Basilea; Haito (806-23), pure vescovo di Ba-silea. Carlo Magno fece a R. due ricche donazioni quando la visitò nel 780 e nell'813.

Lo sviluppo della costituzione monastica di R. fino alla riforma dell'817 è stato studiato da M. Rothenhäusler e C. Beyerle (Die Regel des heil. Benedikt, das Gesetz des Inselklosters und seine Verträglichung, neit Beiträge cit., pp. 263-315). Altri privilegi concessero Ludovico il Pio

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(da Die Kultur der Abtei R., Monaco 1925, p. 263)

REICHENAU - Il lago di Costanza con la penisoletta di R.

e Carlo il Calvo che fu sepolto nella chiesa monastica di Mittelzell. Ebbe l'immunità dalla autorità secolare, la iurisdictio fori e l'esenzione dalla giurisdizione episcopale. Altri abati furono Erlebaldo (823-38) che avrebbe avuto dal vescovo Ratoldo le reliquie di s. Marco; Walafrido Strabone (836-49), uno dei più cospicui intelletti dell'arte carolingia; Hatto III (891-913) fondò Oberzell e divenne arcivescovo di Magonza; Heribercht ottenne le reliquie dette « del Sangue ». Ruodman (972-85), Witi-gov (985-97), Immo (1006-1008), Berno cluniacense (1008-48) e Ermanno Contratto rinnovarono lo scripto-rium. Il papa Gregorio V (996-99) conferì all'abbazia pri-vilegi, come gli imperatori Ottoni. Notevole la bolla di Innocenzo II del 22 marzo 1207 sui possedimenti e i diritti dell'abbazia. La grande prosperità condusse al riassamento della Regola e alla decadenza; l'abbazia venne incorporata nel 1521 alla diocesi di Costanza, i cui ve-soci divennero abati commendatari di R.; il personale venne ridotto a dodici monaci compreso il priore. Nel 1757 furono aboliti i novizi. Il monastero fu secolarizzato nel 1802. La produzione letteraria dell'abbazia fu molto at-tiva e feconda e si diffuse in tutta la Germania e anche in Italia. Basti ricordare l'Evangelario di s. Ausfriedo nel Mu-seo arcivescovile di Utrecht, quello dell'Imperatore Ottone nella cattedrale di Aquisgrana, il manoscritto dei Vangeli offerto dal canonico Illinus al duomo di Colonia, il Sa-cramentario dell'abbazia di S. Massimino a Treviri, oggi a Parigi (Bibl. nation., Cod. lat. 1805); la maggior parte dei manoscritti donati dall'imperatore Enrico II al duomo di Bamberg. L'apogeo di R. fu sotto la dinastia degli Ottoni.

La scuola di R. ebbe tra i suoi maestri ed allievi più illustri Waldo, Haito, Erlebaldo, Wetti, Hatto, Reginberto e Walafrido Strabone; morto quest'ultimo nell'849 con-minciò a declinare il periodo fiorente della scuola. Lo sviluppo della liturgia in R. e i suoi rapporti con quella romana, le sue reliquie, ecc. furono esposti da A. Manser e C. Beyerle, Aus dem liturgischen Leben der R., nei Bei-träge cit. (pp. 316-437). I poeti furono Walafrido Stra-bone e Ennenrich d'Eltvangen, Burcardo, Ruotberto, l'abbeno, Bernone, Ermanno Contratto (A. Bergmann, Die Dichtung der R. im Mittelalter, nei Beiträge cit., pp. 711-55). Dallo scriptorium di R. uscirono Walafrido Strabone (839-849). Hatto III (891-913), arcivescovo di Magonza, l'ab-muno, s. Meinrado conte di Zollern (861), fondatore di S. Maria di Einsiedeln, Ermanno Contratto (1054). Fa-mosa la Biblioteca di R. e la scuola di miniatura, donde il codice di Egberto (H. Sierp, Walafrid Strabos Gedicht über dem Gartenbau, poema de cultura arborum, nei Bei-träge cit., pp. 756-72). Le opere principali storiche sono gli annali dei primi tempi e le opere di Ermanno Con-tratto e del suo allievo Bertoldo (J. R. Dieterich, Die Geschichtschreibung der R., nei Beiträge cit., pp. 773-801). L'attività di Reginberto e dei suoi allievi nella trascri-

Nachträge, ivi 1911; 111. Grundstock der Bibliothek: Die alten Kataloge, Zeugnisse zur Bibliotheksgeschichte gesammelt und bearbeitet von Karl Preisendanz, 1918). I tre villaggi di Oberzell, Mittelzell e Unterzell o Niderzell (da «cella») contengono notevoli chiese. Nel centro dell'Isola è la Cattedrale dedicata prima alla Beata Vergine, poi a s. Marco. Fu eretta dall'ab. Eddone e dedicata nell'816; fu affrescata nel 985; alla metà del sec. XI venne ingrandita. Nel Tesoro vi è il Reliquiario di s. Marco (m. 1,20 x 0,42 della prima metà del sec. XIV), cassa rettangolare con tetto, tutta ricoperta di foglie d'argento dorato con scene della vita di Cristo e due episodi relativi alla storia delle reliquie di s. Marco e della loro traslazione a R.

A nord-est dell'Isola, Egino, vescovo di Verona, fondò nel 799 la chiesa dei SS. Pietro e Paolo, che però nella forma romanica attuale risale all'inizio del sec. XII. È divisa da colonne in tre navate; sotto l'altare maggiore vi è la tomba di Egino. Nel 1880 nella chiesa di S. Giorgio a Oberzell, nell'Isola di R., si scoprì che essa era stata tutta affrescata al tempo dell'ab. Wittgovo (185-97); vi si notano: medaglioni con Profeti; I Dodici Apostoli; Risurrezione di Lazzaro, Guarigione dell'emorròsia; Risurrezione del figlio della vedova di Naim e della figlia di Giaro; Guarigione del lebboso; Esorcismo di Gerasa; Guarigione dell'idropico; Tempesta sul lago di Galilea; Guarigione del cieco nato. Per le pitture, V. J. Sauer, Die Monumentalmalerie der R. (pp. 902-55). Per le costruzioni sacre di R., V. O. Grüber, Die Kirchenbauten der R., nei Beiträge cit., pp. 821-71; K. Gröber ha studiato la Reich. Plastik bis zum Anfang des Mittelalters nei Beiträge cit. (pp. 872-901). Il Tesoro conserva un reliquiario in argento dorato che avrebbe contenuto particelle del sangue del Redentore, portate dall'Oriente in dono a Carlo Magno; un manoscritto conservato a Karlsruhe (Codex Augensis, 84), della fine del sec. x o dell'XI. ne racconta le vicende; ma il Reliquiario non è anteriore al sec. XII: al rovescio una iscrizione greca dice: «Signore, soccorri Ilarione Igrithon tuo servitore ed egemeno del tuo monastero» (A. Heisenberg, Das Kreuzreliquiar der R., in Sitzungsberichte der bayer. Akad. der Wissenschaft; Philos. und philolog. und hist. Klasse, 1926; K. Künstle, Die Kunst des Klosters R. im IX. und X. Jahrhunderts und der neuentdeckte karolingische Gebäudezyklin zu Goldbach bei Überlingen, Friburgo in Br. 1906; id., R., Seine berühmtesten Abte, Lehrer und Theologen, ivi 1924; Cottineau, II, 2427-30). Enrico Josi