La sua rinomanza si deve al celebre prevosto (abate) GERSON (v.), il quale, all'epoca della lotta delle investiture, ebbe una parte cospicua anche come pubblicista. Il nobile Werner di R., mortagli moglie e figlio, eresse nel 1884 presso il suo castello un monastero per i Canonici Regolari, dove egli stesso entrò, mordendovi il 5 ott. 1886. Ma la vera fioritura dell'abbazia comincia con l'intervento di Corrado I, arcivescovo di Salisburgo, venerato come secondo fondatore, il quale nel 122 ricostruì il convento e nel 1126 dedicò la nuova chiesa; fece venire i canonici dalle grandi abbazie della Sassonia, dove la vita canonica era in grande voga. Nel 1624 un incendio distrusse quasi totalmente chiesa e monastero; ma subito venne ricostruita, nel 1625-44, in forme barocche semplici, poi nel 1663-1704 con tutto il fasto del barocco pieno. L'opera è dovuta a maestri locali che raggiunsero, specie nella chiesa e nel refettorio, biblioteca e saloni imperiali, grandi effetti artistici; l'insieme forma un gioiello di intonazione paesistica. Notevoli le tele degli altari della chiesa e le molte lapidi sepolcrali nel chiostro. L'abbazia conta alcune parrocchie incorporate ed esplica un'ampia azione di ministero e di bonifica agricola e forestale.
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