GERHOH DI REICHERSBERG

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GERHOH di REICHERSBERG. - Teologo tedesco, n. a Polling (Baviera) nel 1093, m. a Reichersberg il 27 giugno 1169. Studiò a Frisinga, Moosburg e Hildesheim. Nel 1119 era ad Augusta maestro della scuola della cattedrale. Nel 1121, abbandonato il vescovo simoniaco, si fece canonico regolare a Rottenbuch (diocesi di Ratisbona). Riconciliatosi il vescovo di Augusta con il papa Callisto II, G. tornò nel 1123 ad Augusta e l'anno stesso accompagnò il vescovo al Concilio Laterano. Prete nel 1126, fu per qualche tempo parroco a Cham (Baviera).

Nel 1132 dal vescovo Corrado I di Salisbury venne fatto prevosto della collegiata regolare di Reichersberg. Nel 1143 con Arnaldo da Brescia accompagnò il legato pontificio in Boemia e Moravia; l'anno dopo disputò a Roma sulla Donatio Constantini. Sostenitore di papa Alessandro III, dal Barbarossa fu messo al bando. Notevole anzitutto la sua azione politico-religiosa in difesa dei diritti della S. Sede contro imperatori e antipapi. Lavorò indefessamente a fianco di s. Bernardo per la riforma del clero simoniaco e nicolaista. A questo mirano, in gran parte, le sue numerose opere. In quelle morali tende a riportare lo spirito del Vangelo nella vita pubblica e privata, appellandosi alla tradizione, che conosce profondamente, con una forte preoccupazione conservatrice. Notevole pure la tendenza ad allegorizzare, a scopo morale, la parte storica della Bibbia. Nelle sue opere dogmatiche, attenendosi alla più schietta ortodossia, condanna le adirezze di Abelardo, di Gilberto Porretano e di Everardo di Bamberga; anzi non gli sembra ortodossio neppure Pietro Lombardo, che considera come l'erede del nichilismo cristologico di Abelardo, e s'attiene alla teoria dell'assumptus homo.

GERHOH di REICHERSBERG. - Teologo tedesco, n. a Polling (Baviera) nel 1093, m. a Reichersberg il 27 giugno 1169. Studiò a Frisinga, Moosburg e Hildesheim. Nel 1119 era ad Augusta maestro della scuola della cattedrale. Nel 1121, abbandonato il vescovo simoniaco, si fece canonico regolare a Rottenbuch (diocesi di Ratisbona). Riconciliatosi il vescovo di Augusta con il papa Callisto II, G. tornò nel 1123 ad Augusta e l'anno stesso accompagnò il vescovo al Concilio Laterano. Prete nel 1126, fu per qualche tempo parroco a Cham (Baviera).

Nel 1132 dal vescovo Corrado I di Salisbury venne fatto prevosto della collegiata regolare di Reichersberg. Nel 1143 con Arnaldo da Brescia accompagnò il legato pontificio in Boemia e Moravia; l'anno dopo disputò a Roma sulla Donatio Constantini. Sostenitore di papa Alessandro III, dal Barbarossa fu messo al bando. Notevole anzitutto la sua azione politico-religiosa in difesa dei diritti della S. Sede contro imperatori e antipapi. Lavorò indefessamente a fianco di s. Bernardo per la riforma del clero simoniaco e nicolaista. A questo mirano, in gran parte, le sue numerose opere. In quelle morali tende a riportare lo spirito del Vangelo nella vita pubblica e privata, appellandosi alla tradizione, che conosce profondamente, con una forte preoccupazione conservatrice. Notevole pure la tendenza ad allegorizzare, a scopo morale, la parte storica della Bibbia. Nelle sue opere dogmatiche, attenendosi alla più schietta ortodossia, condanna le adirezze di Abelardo, di Gilberto Porretano e di Everardo di Bamberga; anzi non gli sembra ortodossio neppure Pietro Lombardo, che considera come l'erede del nichilismo cristologico di Abelardo, e s'attiene alla teoria dell'assumptus homo.