GATTI, VINCENZO. - Apologista e teologo domenicano, m. a Riva Ligure il 15 marzo 1811, m. ivi l'8 nov. 1882. Religioso a S. Sabina (Roma), nel 1838 fu promosso lettore al Collegio di S. Tommaso de Urbe (Roma). Insegnò a Viterbo e a Lucca nel convento di S. Romano, di cui fu pure due volte priore. A Lucca insegnava anche nel Seminario arcivescovile. Dal 1857 ebbe cariche onorifiche a Roma: socio del maestro generale dell'Ordine, V. Jandel, nel 1859 secondo bibliotecario della Casanatense e dal 1866 prefetto della medesima. Nel 1870 divenne segretario della S. Congregazione dell'Indice e nel 1872 fu promosso maestro del Palazzo Apostolico. Tenne l'importante ufficio per 10 anni. Ebbe parte in varie congregazioni romane.
Nel 1854 pubblicò a Lucca un libro, in cui colpiva il protestantismo rinascente: Principio protestante e principio cattolico, 2 voll. Più importanti le sue: Institutiones apologetico-polonicae de veritate ac divinitate Religiosis et Ecclesiae catholicae, 3 voll., Roma 1866-67. Nel primo libro tratta dei fondamenti della religione sia naturale sia rivelata; nel secondo della religione naturale e soprannaturale; nel terzo della divinità della religione e della Chiesa cattolica. L'opera è di molto erudizione e di solida dottrina tomista. Scrisse inoltre nel 1848 sull'indipendenza d'Italia.